Enrico Iaria, da Palermo alla conquista delle vie dell’economia del mondo

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Fiducia nelle potenzialità delle giovani menti pronte ad affrontare le sfide del futuro

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare, grazie alla Prof. Anna Rosa Crivello e al Dirigente Scolastico Prof. Luigi Cona, ben due volte Enrico Iaria, sorprendente “intelligenza” palermitana, che ci ha affascinato con il racconto della sua esperienza di studente e poi di manager in Italia e in Cina.

Così è nata una intervista, realizzata da remoto dagli studenti della V Relazioni Internazionali per il Marketing, che ha di sicuro ampliato il nostro sguardo su eventi nazionali e internazionali.

Tutto ciò ci ha dato fiducia nelle potenzialità di noi ragazzi e sul futuro!
Un interessante servizio su Enrico Iaria si trova nel numero di aprile 2020 del mensile Gattopardo.

 Enrico Iaria: giovane e carismatico palermitano già professore dell’Università di Shanghai, indicato nel 2018 da Forbes, unico straniero presente, fra gli imprenditori under 30 di successo in Cina. 

  1. Di cosa ti stai occupando allo stato attuale?

In questi mesi mi sto occupando del coordinamento di diversi programmi di internazionalizzazione come OnTech e il Zhongguancun Program con la Cina; gestendo diverse attività di cooperazione con l’Africa nell’ambito del Africa-Europe Innovation Partnership della Commissione Europea, oltre che con l’Iran nell’ambito della Settimana della Ricerca e della Tecnologia. Abbiamo concluso con grande successo le attività del CI-LAM Academy, il laboratorio di manifattura avanzata tra Italia e Cina supportato dal nostro Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Ministero della Scienza e della Tecnologia Cinese, che quest’anno ha visto il coinvolgimento di startup e giovani talenti dalle Università di Napoli Federico II, Università di Bergamo e la Tsinghua University di Pechino. Abbiamo da poco concluso l’accordo con la SVIMEZ, STOÀ, l’Università di Napoli Federico II e Campania NewSteel per la creazione di un centro di formazione avanzata che prevede il lancio di sei Academy dedicate alla Manifattura Avanzata, Cybersecurity, Architettura Digitale e Smart Cities, Management degli Incubatori, Formazione per la Pubblica Amministrazione e Trasformazione Digitale. Siamo inoltre a lavoro per la definizione dei nuovi programmi intergovernativi di cooperazione scientifica e sviluppo imprenditoriale per il prossimo triennio.

2) Come il Covid-19 ti ha cambiato nell’approccio agli altri ed al lavoro?


Il Covid-19 ha costretto l’Italia intera ad accettare e accelerare quei processi di trasformazione digitale di cui parliamo da anni. Come abbiamo visto, nel giro di poche settimane abbiamo stravolto tutto, dal lavoro in azienda, al commercio, dalla produzione industriale, fino alle scuole e al modo in cui gestiamo ogni singola interazione sociale. Nel nostro caso non è cambiato tanto… continuiamo a gestire parte del lavoro in remoto (soprattutto quello con i nostri partner e clienti all’estero) e per il resto continuiamo con il lavoro in presenza scandito da continui tamponi che in azienda proponiamo per tutti i dipendenti ogni 15 giorni.

3) Cosa ci racconti dell’ultima serie di conferenze fatta all’inizio di quest’anno? Come l’incontro con gli studenti ha contribuito a farti avere un’immagine più realistica rispetto alle loro aspettative di futuro?


I diversi incontri organizzati, tra gli altri, all’Istituto Damiani Almeyda-Crispi negli ultimi due anni, così come l’ultima serie di 36 conferenze organizzate tra la fine del 2019 e il gennaio 2020 nelle scuole, università e camere di commercio di 16 città da nord a sud, mi hanno dato l’enorme opportunità di confrontarmi con migliaia di studenti e giovani imprese sulla nostra idea di società e sistema Paese. Sono stati diversi i temi e tante le idee, le esigenze e proposte discusse. Abbiamo dibattuto riguardo le nostre aspettative di futuro, contestualizzate alla realtà in cui viviamo, spesso non semplice, soprattutto per i giovanissimi e caratterizzata da tante incertezze (già svariate anche prima del Covid-19). Abbiamo discusso dell’importanza di un sistema educativo che si metta al passo con i tempi e che possa essere in grado di formarci per le nuove skill richieste dal mondo del lavoro in continua evoluzione.

Abbiamo parlato di lavoro, delle future professioni e di un dibattito pubblico che da anni è incentrato sulla “creazione di nuovi posti di lavoro” invece che sul “favorire la creazione di nuove tipologie di lavoro”… un mercato che rimane fortemente discriminatorio nei confronti dei giovani, delle donne e dei residenti al Sud, e che vede ancora il 40% della sua forza lavoro non compatibile con le qualifiche richieste dal mercato… con professionisti al di sotto delle attese dei datori di lavoro e giovani che intanto si scontrano con un sistema spesso incapace di premiarli.

Tutto ciò mentre un numero sempre maggiore di studenti laureati e lavoratori altamente qualificati sono costretti a fuggire dall’Italia proprio per queste condizioni negative del mercato del lavoro.


4) Quale secondo te è il ruolo di un Istituto Tecnico Economico oggi?

Mi piace immaginare gli istituti tecnici come dei veri e propri laboratori di innovazione. Perché? Perché è risaputo che negli anni passati proprio in questi istituti si sono formati molti dei quadri dirigenti e professionisti altamente specializzati che oggi fanno la differenza tanto nel sistema produttivo che nel settore dei servizi e dell’amministrazione pubblica in Italia. Oggi più che mai, nell’era post-Covid da reinventare, partendo proprio dalla spinta del progresso scientifico e tecnologico, l’apporto degli istituti tecnici è fondamentale.

Gli studenti della V RIM (Relazioni Internazionali per il Marketing) I.I.S. Damiani Almeyda Crispi Palermo

Chi è Enrico Ioria:

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