LETTERA DAL FRONTE di Roberto Troisi

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LETTERA DAL FRONTE

  • Troisiii…!!! Maledizione, Troisi! Cosa credi di fare? Ti ricordo che siamo in guerra, nel caso l’avessi dimenticato!
  • Mi scusi, signore…
  • Silenzio! Questa è insubordinazione! La fuori un sacco di gente, tantissimi colleghi sono morti! …e tu cosa fai!? …ti gingilli a perdere tempo…!!!
  • Mi scusi signore…stavo solo scrivendo una lettera a mio pa…
  • Silenzio, ti ho detto!…Cos’hai in mano? Dai qua!…Questo ti costerà caro…! Ah, vedrai se ti costerà caro…!!!
  • Ma signore…
  • Dai qua, ho detto!…..Uhm, vediamo un po’….una lettera! Ma che bravo il nostro Troisi! Lui scrive, lui…! Si direbbe che non abbia niente di meglio da fare…lui! Abbiamo uno scrittore! Ma bene! Ma bravo! Complimenti! Ascoltate signori! Abbiamo uno scrittore…ah, ah! E che cosa scrive? Leggiamo ad alta voce, così capiamo come impiega il suo tempo, il nostro scrittore, mentre la fuori c’è una guerra in corso…!!!
  • Ma signore, è una cosa priv….
  • Ancora una parola, Troisi, e sarai agli arresti…!!!
  • Dunque, leggiamo un po’:
    “Caro Papà, ti scrivo dal fronte. Siamo in trincea, ormai, da quasi un anno. Ed oggi è Natale. Ma non è il Natale che ricordi tu.
    E per la verità non è nemmeno il Natale che ricorda nessuno di noi, dal tempo in cui tu eri un ragazzo e fosti preso prigioniero a Pantelleria, per essere rinchiuso in un campo ad Algeri…
    Il Natale, quello con le famiglie riunite sembra lontano.
    Quando facevi il presepe e noi bambini ti guardavamo meravigliati; quando anche io, da adulto, l’ho fatto per i miei bambini.
    Oggi tutto sembra essere cambiato.
    Un nemico invisibile ci tiene in scacco da tanto tempo. Molta gente, molti anziani, molti colleghi ed infermieri non ce l’hanno fatta…
    Io sono qui in trincea. In alcuni giorni ho veramente paura, in altri prendo coraggio, non so da cosa dipenda. Anche la gente non sembra più la stessa e mi pare addirittura incattivita. La paura ha fatto nascere anche qualcosa che somiglia alla cattiveria. Tutti si guardano con circospezione.
    Non ci si bacia, né ci si abbraccia neanche con i propri cari. Dicono che adesso qualcosa cambierà, tra non molto. Io trovo conforto soltanto dai miei ricordi.
    Cerco di essere un buon medico e di fare al meglio il mio lavoro, aiutando i miei pazienti. Pensa che all’inizio non si trovavano nemmeno le mascherine. Ne avevo una buona riserva e ne ho regalate parecchie a chi non riusciva a procurarsene.
    Cerco ispirazione dal modo in cui anche tu facevi il medico.
    E’ una soddisfazione quando qualche paziente più anziano riconosce nei miei modi di fare, quelli tuoi. Luisa mi aiuta tantissimo. Peccato che tu non l’abbia conosciuta; è veramente in gamba.
    La mamma è un po’ smemorata. Ma ha ormai 86 anni e tutto sommato sta bene. Hai anche qualche nipote in più, ma penso che questo lo sapessi già.
    Ti auguro un Buon Natale.”
  • Troisi! Accidenti a te!….Conserva la tua lettera!…conservala e….Per oggi, una giornata di riposo…..

Roberto Troisi

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