L’altra Favorita di Palermo – di Marcello Troisi

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L’altra Favorita di Palermo

Ci passavo davanti tante volte e non mi fermavo mai, proprio li, davanti a quei due Leoni un po’ arroccati di Corso Calatafimi. Ma stavolta, su incitazione di Antonella, l’ho fatto, mi sono fermato e ho scattato due foto.

A palermo per Pasquetta si arrostisce. L’usanza popolana è di campeggiare alla Favorita o al Foro Italico, alla Marina. Ci si arriva prestissimo per prendere posto, con il lapino, i tavolini, tutta l’intera genealogia familiare, le griglie enormi (che non so come si riesca a trasportarle) e chili di vettovaglie.

Ma oltre alla Favorita a tutti nota, ce n’è un’altra… è l’Altra Favorita di palermo: è in Corso Calatafimi, a Boccadifalco. Ci sono andato da solo e questa Marcello non me la perdona!

Certo sapevo di quest’altra Tenuta Reale e ne intuivo la natura dal nome della via che ne da accesso: “Via Tenuta Reale”, mica ci voleva tanto a capirlo!

Per i palermitani però “i Leoni” contraddistinguono la piazza antistante l’ingresso della Favorita e per  tutti noi è quella, e basta.

Basta? Ma quando mai!? Basta fare due passi verso Boccadifalco ed eccoli, altri due “Leoni”, seppure con la testa femminile da Sfinge, a delimitare l’ingresso della Tenuta. Stesso architetto (forse), stesso stile, stessa pietra, identico portale.

Passandoci sotto, fra le erbe rustiche e la polvere di Palermo abbandonata, i muri riscaldati dal sole emanano quell’odore tipico e antico dei luoghi diseredati, che mantengono però con orgoglio l’antica fierezza. Mentre camminavo costeggiando l’ingresso pensavo alle passeggiate nelle antiche tenute e nelle ville un tempo aperte ed abbandonate. La memoria di Palermo ritorna con prepotente insistenza.

L’area è ben nota ed esistono molti documenti di riferimento. La geografia del luogo è chiarita bene da diverse cartografie di cui due, che allego: una del 1801 ed un’altra del 1959 in cui si vede il disegno di un piccolo aeroplano ad indicare l’area aeroportuale. Ma si vedono meglio nella galleria sottostante.

Tenuta Boccadifalco 1801 Tenuta Boccadifalco 1958 Tenuta Boccadifalco Ingresso

La Favorita si chiama più precisamente Tenuta Reale La Favorita, mentre l’altra Favorita di Palermo si chiama Tenuta Reale di Boccadifalco.

Della prima, la storia è abbastanza nota in quanto i terreni che la compongono furono favoriti dai nobili al Re, cedendo una parte dei loro giardini per costituire il parco. La riserva di Boccadifalco invece fu realizzata tra il 1799 ed il 1810 da Francesco di Borbone, duca di Calabria, principe ereditario, negli stessi anni in cui il padre, re Ferdinando III, costruiva la Riserva Reale della Favorita. In questo secondo caso i terreni furono acquistati o presi in affitto per costituire il parco.

Nel 1815, con il ritorno della corte reale a Napoli, la riserva fu abbandonata ed alcuni terreni tornarono agli originari proprietari mentre altri divennero di proprietà del Demanio. Oltre all’ingresso di Corso Calatafimi, esiste (ma sbarrato da un muro) l’ingresso orientale su via Pietratagliata di Santa Margherita.

Se vogliamo divertirci e studiare, la letteratura esiste. Per esmpio “Le Tenute Reali dei Borbone in Sicilia” di Ettore Sessa. Esistono inoltre dei progetti di recupero e rivalutazione dell’area.

Speriamo che questa nota di Palermo Felicissima faccia riaccendere qualche “ricordo” nelle Amministrazioni Pubbliche.

Nel frattempo vado: mi preparo per una escursione con tanto di battuta di caccia fotografica. Magari vogliamo fare una passeggiata insieme?

Marcello Troisi

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