Lo scirocco, di Giuseppe Bonomo

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Lo scirocco, di Giuseppe Bonomo

Nell’imminente arrivo della bella fidanzata dello scomparso, si era creato un singolare e solerte attivismo in caserma.

Tutti a sistemarsi la divisa e riordinare le proprie scrivanie. Perfino il vice brigadiere Pigna, accanito fumatore di “stop filtro”, aveva aperto le finestre della sua stanza che faceva anche da anticamera a quella del Comandante. Spolverate le poltroncine in finta pelle “Ministero della Difesa – Inventario Arredi n…”, aveva anche svuotato, finalmente, il posacenere della sua scrivania.

Adesso il posacenere puzzava più di prima.

Il vice-brigadiere Pigna era un pezzo di cristianone alto almeno un metro e novanta, quinto e ultimo figlio maschio di una famiglia di muratori di un paesino nella piana di Gioia Tauro in Calabria, sua madre lo aveva fatto studiare fino al ginnasio sognando per lui un posto da impiegato, magari al comune.

Ah, le madri… se tutti avessimo ascoltato le nostre madri, non saremmo mai diventati ciò che siamo!

E fu così che il giovane Pigna, deluso per l’amore non corrisposto di una cugina di secondo grado per parte di madre, decise di punire anche lei, arruolandosi, durante il servizio militare, nei carabinieri che allora ti cercavano fino a casa per farti entrare in servizio nell’arma

Pigna!

Comandi Capitano!

Pigna, chiudi la finestra che entra troppo caldo e pulisci il posacenere, anzi chiudilo nel cassetto perché fa puzza, ma poi che sigarette fumi?

Fumo le Stop, capitano!

Fra cinque minuti dovrebbe arrivare la signorina Digati, falla entrare direttamente nella mia stanza e non te la sedere di fronte che magari ha la gonna e tu ci guardi le gambe e ti scordi pure che sei vivo!

Già la gonna… chissà perché quella mattina, in quella piccola caserma di paese, non si faceva altro che pensare più alla gonna della ragazza che al suo fidanzato scomparso dentro la nuvola di scirocco.

(Lo Scirocco)

Le foto di Giuseppe sono state rubate, senza permesso alcuno, dal suo profilo Facebook, se ha qualcosa da ridire vuol dire che ce la vedremo in duello.

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