La visita mistica, di Gabriella Cuscinà

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Avevo deciso di trascorrere le vacanze visitando alcuni antichi paesini medioevali. Il fatto risale a qualche anno fa. Capitai in un comune noto per le sue bellezze artistiche e soprattutto per il retaggio di un’illustre Santa la cui casa è meta del pellegrinaggio di molti devoti. Proprio la visita di quella casa fu per me indimenticabile.

L’agglomerato urbano della cittadina si dirama per strade strette e tortuose. La via che conduce alla casa della Santa è in discesa ed è molto ripida e scoscesa. Ricordo che era talmente pericolosa che avanzai camminando di fianco. Quando arrivai, ero in difficoltà e per poco non rischiai di cadere in avanti. Un signore si avvicinò a sorreggermi e cominciò a narrare le disgrazie causate da quella viuzza costruita quasi a fil di piombo.
-Cara signora, – esordì – questa strada è dannatissima! 
-Effettivamente pare che conduca all’Inferno anziché alla dimora di una Santa, – affermai.
-Pensi che alcuni visitatori avanti negli anni, non riescono a fermarsi mentre scendono e spiccano una corsa in giù, che quasi sempre si conclude con una testata contro il muro quattrocentesco. 
-Ma davvero!
-Io pure sono anziano e l’altro giorno, nell’accompagnare alcuni giovani seminaristi, non potei fermarmi e scivolai correndo verso il fondo, sebbene i ragazzi tentassero di frenare la mia corsa.
Devo dire che questa narrazione aveva solleticato e risvegliato il mio senso dell’umorismo. Intanto avevo visto un altro signore che piangeva e si lamentava. Mi fissò e cominciò a rivolgermi queste frasi deliranti: -Devo chiedere perdono alla Santa! Devo chiedere perdono alla gente del mio paese e pregherò Dio per il bene di tutti!
Mi avvicinai e lui continuò: -Ho fatto venti anni di carcere. Qui nessuno mi vuole, ma io voglio essere perdonato e mi devono mettere in croce!
-Ma che dice! Non esageri, coraggio, si calmi, – cercai di confortarlo. Intanto si era formato attorno a noi un capannello di curiosi che ascoltavano.
Un’altra signora intervenne a narrare le sue disavventure: -Io ho un bambino che non è normale e vengo qua a pregare per lui. 
Mostrai la mia partecipazione e lei proseguì: -Per noi genitori è uno strazio. Con suo padre si comporta stranamente. Mio marito è impressionato e sta poco in casa.
-Perché signora? Dovrebbe invece cercare di capire e aiutare il proprio figlio. 
-Macché! Quando il padre meno se l’aspetta, lui di scatto gli dà una pedata nelle parti basse e poi si mette a ridere. L’ultima volta, proprio mentre era piegato per allacciarsi le scarpe, il bambino l’ha colpito così violentemente che mio marito è svenuto. Ora spero di ottenere dalla Santa che non lo faccia più scalciare. 
Attorno a me la cerchia era aumentata. Molti ascoltavano e altri erano pronti a esporre le loro disgrazie.
L’ultima testimonianza fece sghignazzare tutti. Fu di un signore che scuoteva la testa e pareva seriamente preoccupato: -I medici continuano a darmi delle pastiglie calmanti, ma a volte penso di essere stregato perché mi capitano delle cose molto strane.
-Non esageri, le malattie ci abbattono, ma non dobbiamo mai perdere il raziocinio.
-Eh cara signora! Pensi che sento degli strani gorgoglii dentro lo stomaco e i muscoli dell’addome cominciano a ballare, le gambe mi tremano e l’eruttazione diviene rumorosa. Dopo, inizio a emettere scorregge e nello stesso tempo, sbatto le ciglia quasi al ritmo degli sfoghi anali. 
Il mio senso dell’umorismo era messo a dura prova e non riuscivo più a mantenermi seria. Come me, anche altri.
-Quando mi prendono queste crisi, bisogna che stia coricato altrimenti i rumori anali si trasformano in vere e proprie scariche diarroiche. Ma ciò che mi meraviglia è che quando ho questi attacchi, la mia virilità si accentua. 
-Certo dovrebbe farsi visitare da uno specialista, – dissi, trattenendo a stento le risa.
-Visite! Specialisti! Non servono a niente, perché quando sono a letto con mia moglie, mi viene una grande malinconia e lei non mi capisce. Dice che sono matto e che devo andare in manicomio. Mia moglie pesa cento chili e le è spuntata la barba. Ormai la mia ultima speranza è una Grazia della Santa. Che la faccia dimagrire e le faccia cadere tutti quei peli dal viso!
A questo punto, tutti ridevamo a crepapelle. La mia visita a un luogo mistico si era tramutata in una specie di cabaret.

(foto dal web)

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