“Stonewall: The Temple”

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Stonewall: The Temple”

I volti e i moti che hanno fatto la rivoluzione.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da venerdì 5 a sabato 20 luglio a palazzo Sant’Elia (via Maqueda, 81 Palermo) è allestita la mostra fotografica “Stonewall: the Temple”, 30 scatti (40×50 cm circa, in verticale) frutto del progetto di Vito Fusco (Positano, 1980), nato per caso durante la settimana precedente al Gay Pride di New York del 2016. Le immagini sono state scattate nello storico locale Stonewall Inn di Christopher Street a New York, scenario della più importante, la prima, rivoluzione della comunità Lgbt del 1969 e iconico luogo ancora oggi.

Foto: VitoFusco/Parallelozero”.

La mostra è organizzata da Arcigay Napoli con il supporto del Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli, in collaborazione con Arcigay Palermo e Fondazione Sant’Elia e con il patrocinio del Comune di Palermo.

L’opening è venerdì 5 luglio alle 19 alla presenza di Shawn Baxter, Capo Sezione Stampa e Cultura, Sezione Affari Pubblici del Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli, Adham Darawsha, assessore alle Culture del Comune di Palermo, Antonello Sannino, consigliere nazionale di Arcigay Napoli e Daniela Tomasino di Arcigay Palermo.

Foto: VitoFusco/Parallelozero”.

A cura di Gloria Vitale, “Stonewall: the Temple” è un allestimento di trenta immagini di dimensioni 40×50 cm circa tutte in cornici verticali tratte dal libro “Stonewall the Temple”, edito con il patrocinato di Amnesty International e FIOF in lingua italiana e inglese (stampato in 500 copie di cui 100 in edizione limitata, “Stonewall: the Temple” è a questo link http://www.vitofusco.com/web/book-stonewall/).

In occasione del Cinquantesimo Anniversario dei moti di Stonewall (28 giugno 1969), la mostra omaggia e ricorda quei moti di protesta che hanno dato il via alla prima vera rivoluzione della comunità Lgbt mondiale: è un reportage all’interno dello Stonewall Inn ma anche un racconto per immagini dei volti e dell’atmosfera di questo pub di New York ancora oggi considerato il tempio per eccellenza del mondo Lgbt. I ritratti delle persone incontrate al bar sono la chiave del lavoro di Fusco: diversi generi, a volte non chiaramente identificabili, mettono in luce l’irrilevanza stessa della differenza di genere poiché sono esseri umani quelli che guardiamo.

Foto: VitoFusco/Parallelozero”.
N.b.: Tutte le foto pubblicate presenti nell’articolo sono: VitoFusco/Parallelozero”.

Vito Fusco nasce a Positano il 20 giugno del 1980. Momento chiave della sua formazione è stato l’incontro con uno dei maestri norvegesi della fotografia, Morten Krogvold, e della sua compagna di vita Tarand. In seguito Fusco ha seguito seminari e workshop per dedicarsi alla “scrittura con la luce”. Con il web designer Antonio Casola ha creato l’agenzia di comunicazione visiva Arkimedia lab. Le sue opere, esposte in diverse mostre, sono state pubblicate anche su National Geographic e su El Pais. Nel 2010 ha vinto il concorso indetto dalla Nikon.

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