Alessandro e Massimo, la versione di Arcangela

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Di amore hanno parlato i poeti, i cantanti, gli scrittori dai tempi più antichi, fin dall’epoca del trobador nelle corti provenzali.

L’amor cortese, l’idea che solo chi ama possiede un cuore nobile. “L’amor che move il sole e l’altre stelle” ha scritto Dante per poetare sull’amore che è principio e anima dell’universo. L’amore come bellezza. L’amore come principio generale, sentimento universale che regge il mondo.

E’ stato raccontato sempre dagli uomini che, nel corso della storia, hanno tramandato frammenti di “nuovi” discordi amorosi, per citare il titolo del saggio di Roland Barthes, adattandosi alla trasformazione della civiltà e della cultura. L’amore è ovunque.

E rime d’amore possono essere composte dallo sguardo, dalle parole di due uomini “qualunque”, ma che comuni non sono perché la loro nobiltà d’animo ricorda quella decantata nelle poesie liriche dei trovatori del medioevo.

Le leggi in un pomeriggio, quello sì qualunque davvero, tra un caffè e una bibita, seduti al tavolino di un bar.

Scopri una nuova declinazione di amore, quello incondizionato, la più alta forma che possa esistere, che è un modo di essere, un amore senza motivo, un amore senza oggetto, che esclude ogni egoismo. Alessandro Savona e Massimo De Trovato sono gli uomini di cui sto scrivendo e la loro storia è nota, una delle prime coppie omosessuali a cui è stato affidato un adolescente. L’unione del forte sentimento l’uno nei confronti dell’altro si è riversato incondizionatamente su Marco, si è trasformato in un amore che non ha nessun legame con quello che può essere ricambiato da un (ai tempi) sedicenne, oggi uomo.

Lo hanno amato come un figlio, pur nella consapevolezza che sarebbe potuto andar via da un momento all’altro, portando via con sé pezzi del loro cuore. Lo hanno amato e lo amano completamente, correndo il rischio di non rivederlo mai più, com’è successo con un altro bambino, di cui conservano ancora una busta piena di giocattoli, sigillata a differenza del loro cuore che ha continuato ad amare incondizionatamente.

Di Alessandro e Massimo si può raccontare molto, i libri scritti dal primo, la creatività ed ecletticità del secondo, l’impegno di entrambi nell’Associazione Famiglie Affidatarie di Palermo, nata per promuovere la cultura dell’affido. Ma la cosa più preziosa da raccontare è il loro insegnamento: amare incondizionatamente l’altro, chiunque esso sia, significa dargli la libertà di vivere e di essere felice, anche se potrebbe esserlo senza di noi.

Arcangela Saverino

 

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