Il “Club J27 e la maledizione dei miti del Blues & Rock” ai Candelai (di Marcello Troisi)

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Blues & Rock – Il “Club J27” torna ai Candelai:
Ieri, 26 Dicembre i Candelai hanno ospitato questa edizione 2017 del “Club J27 – la maledizione dei miti del rock”.

C’ero anch’io e non mi sarei aspettato che tanti, anzi tantissimi giovani, ascoltassero il Blues e il Rock.

Una volta, un musicista che stimo tantissimo, mi raccontò un aneddoto sul Blues:aveva avuto l’opportunità di incontrare il “Re” del blues, B.B King, che alloggiava in un albergo palermitano in attesa di una conferenza stampa per il concerto che si sarebbe tenuto a breve. Il mio amico musicista si era portata dietro la sua Gibson ES-335 “Lucille”, nuova fiammante, sperando nell’immensa fortuna di potersela fare autografare dal “Re”.

Appena entrato nella hall, mai avrebbe immaginato di vedere li, comodamente seduto B.B. King che, squadrandolo dalla testa ai piedi, gli disse: “Come ti chiami ragazzo? Cosa hai lì, una Lucille? Tirala fuori!” Il ragazzo, emozionatissimo ed imbarazzato, disse di chiamarsi Umberto e, tirata fuori la stupenda “Lucille”, gliela consegnò.

B.B. King, iniziò subito a suonarla rivolto ai giornalisti ed iniziando, li su due piedi, la conferenza stampa dicendo: “Se il blues non è morto, è perché in ogni piccolo angolo sperduto del mondo esisterà sempre un ragazzo come Umberto che ama il Blues”.

 

Anch’io amo il rock ed il blues e condivido il pensiero di B.B. King.

Per chi non lo sapesse, il “club j27” è un’espressione giornalistica inglese usata per indicare la cosiddetta maledizione dei musicisti morti a 27 anni. Oltre ad avere 27 anni, gli artisti deceduti recavano spesso la lettera J come iniziale del nome oppure del cognome.

Il termine nacque in seguito alle morti di Jimi HendrixJanis Joplin e Jim Morrison sebbene si ritenga che il primo sia stato Robert Johnson, e dopo questi altri fino Brian Jones degli Stones, Kurt Cobain dei Nirvana e Amy Winehouse.

Ieri sera i giovani erano tantissimi e le orecchie scoppiavano. Il “popolo” era assolutamente variegato e di tutte le età, l’introduzione su pezzi di Robert Johnson, seguiti da dediche ad Amy Winehouse, per passare in modo quasi scioccante ai Nirvana, per tornare più “pacatamente” ai Rolling Stones, hanno creato un’atmosfera elettrica di assoluto stile londinese degli anni 80. Niente male!

E poi dicono che a Palermo…

Lascio ogni altro commento alle immagini ed alla scaletta della serata.

P.S. Umberto (quello di B.B. King) era li, l’ho fotografato!

[Marcello Troisi (C) 2017 – Palermofelicissima.it]


Line up band
Apertura concerto

  • Umberto Porcaro – Tributo a Robert Johnson
  • Rolling Stones – Tre Terzi
  • Jimi Hendrix – Manfredi Tumminello, Umberto Porcaro, Massimo Cali)
  • The Doors – Jack & the Starlighters
  • Nirvana – Dr Pepper
  • Amy Whinehouse – Cast Gattuso feat Chiara Minaldi
  • Janis Joplin – Almax Quartet
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18 pensieri riguardo “Il “Club J27 e la maledizione dei miti del Blues & Rock” ai Candelai (di Marcello Troisi)

  • 27/12/2017 in 20:56
    Permalink

    Felicissimi, nell’articolo ci sono svariate foto di musicisti e del pubblico presente. Condividete sui vostri profili o su quelli dei vostri amici se riconoscete qualcuno. 🎶🎶🎶🎸🎸🎸

  • 29/12/2017 in 11:13
    Permalink

    Gentile Marcello , debbo ringraziarTi per l’ “ assist “ concessomi : da tempo , alcune riflessioni , mi frullavano per la testa … chissà se , anche solo lentamente , era immaginabile per i neri resi schiavi , ed impiegati in massa nelle vastissime piantagioni di cotone del Sud degli USA , che dai loro “ plantation – songs “ , sarebbe scaturito un nuovo , duttile , linguaggio musicale , incline per natura al “ melting pot ” e destinato ad una prolifica , eterogenea palingènesi , qualcosa in cui si sarebbero riconosciuti milioni di persone . La musica è un linguaggio semioticamente codificato e semanticamente compiuto : solo l’ immagine può rivaleggiare con essa , per immediatezza ed efficacia nella trasmissione del messaggio , delle emozioni … ed il blues , continua a sedurci ancor oggi , grazie alle sue continue metamòrfosi , infischiandosene delle ortodossìe , non distinguendo fra vecchi e giovani e guardando con voluttà alle contaminazioni …

    https://www.youtube.com/watch?v=X70VMrH3yBg

  • 29/12/2017 in 11:17
    Permalink

    Gentile Marcello , debbo ringraziarTi per l’ “ assist “ concessomi : da tempo , alcune riflessioni , mi frullavano per la testa … chissà se , anche solo lontanamente , era immaginabile per i neri resi schiavi , ed impiegati in massa nelle vastissime piantagioni di cotone del Sud degli USA , che dai loro “ plantation – songs “ , sarebbe scaturito un nuovo , duttile , linguaggio musicale , incline per natura al “ melting pot ” e destinato ad una prolifica , eterogenea palingènesi , qualcosa in cui si sarebbero riconosciuti milioni di persone . La musica è un linguaggio semioticamente codificato e semanticamente compiuto : solo l’ immagine può rivaleggiare con essa , per immediatezza ed efficacia nella trasmissione del messaggio , delle emozioni … ed il blues , continua a sedurci ancor oggi , grazie alle sue continue metamòrfosi , infischiandosene delle ortodossìe , non distinguendo fra vecchi e giovani e guardando con voluttà alle contaminazioni …

    https://www.youtube.com/watch?v=X70VMrH3yBg

  • 29/12/2017 in 21:02
    Permalink

    Gentile Marcello Troisi , debbo ringraziarTi per l’ “ assist “ concessomi : da tempo , alcune riflessioni , mi frullavano per la testa … chissà se , anche solo lontanamente , era immaginabile per i neri resi schiavi , ed impiegati in massa nelle vastissime piantagioni di cotone del Sud degli USA , che dai loro “ plantation – songs “ , sarebbe scaturito un nuovo , duttile , linguaggio musicale , incline per natura al “ melting pot ” e destinato ad una prolifica , eterogenea palingènesi , qualcosa in cui si sarebbero riconosciuti milioni di persone . La musica è un linguaggio semioticamente codificato e semanticamente compiuto : solo l’ immagine può rivaleggiare con essa , per immediatezza ed efficacia nella trasmissione del messaggio , delle emozioni … ed il blues , continua a sedurci ancor oggi , grazie alle sue continue metamòrfosi , infischiandosene delle ortodossìe , non distinguendo fra vecchi e giovani e guardando con voluttà alle contaminazioni …

    https://www.youtube.com/watch?v=X70VMrH3yBg

  • 30/12/2017 in 14:08
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    Gentile Marcello Troisi , debbo ringraziarTi per l’ “ assist “ concessomi : da tempo , alcune riflessioni , mi frullavano per la testa … chissà se , anche solo lontanamente , era immaginabile per i neri resi schiavi , ed impiegati in massa nelle vastissime piantagioni di cotone del Sud degli USA , che dai loro “ plantation – songs “ , sarebbe scaturito un nuovo , duttile , linguaggio musicale , incline per natura al “ melting pot ” e destinato ad una prolifica , eterogenea palingènesi , qualcosa in cui si sarebbero riconosciuti milioni di persone . La musica è un linguaggio semioticamente codificato e semanticamente compiuto : solo l’ immagine può rivaleggiare con essa , per immediatezza ed efficacia nella trasmissione del messaggio , delle emozioni … ed il blues , continua a sedurci ancor oggi , grazie alle sue continue metamòrfosi , infischiandosene delle ortodossìe , non distinguendo fra vecchi e giovani e guardando con voluttà alle contaminazioni …

    https://www.youtube.com/watch?v=X70VMrH3yBg

    • 30/12/2017 in 14:24
      Permalink

      Mi piace il blues. Non è vero che ne capisco più di Marcello. La musica piace senza bisogno di capirla.
      Comunque hai ragione nel dire che le mescolanze, se ben assortite, creano nuovi sapori. Così fu per il blues, ma poi conseguentemente il Rock etc.
      Non si può fare una tacca sulla linea del tempo e stabilire se alla base della miscela ci sia la Rinascimentale o che altro. Molti lo pensano ritenendo questi generi antichi alla base della Bossa, miscelati con la Nera.
      Ma che importa se poi ci affiatiamo con una pacca per un concerto rock?
      P. S. L’album c’è l’ho!

    • 30/12/2017 in 14:30
      Permalink

      Caro Marcello , volendo usare un’ analogìa musicale … vibriamo all’ unisono ! Concordo : la musica , al pari delle immagini , non necessita di didascalìe e / o spiegazioni , nè è soggetta a gerarchìe di sorta , vive della sua stessa eterogeneità . Quanto a ” Boom boom ” , cosa posso aggiungere ? ESPLOSIVO ! Mai titolo fu più autoesplicativo ! 💣

  • 30/12/2017 in 14:13
    Permalink

    Caro Francesco, Marcello sta provando a sviluppare questo argomento con chi, certamente, ne capisce di più. Di me sicuro, di Marcello non credo. Ma la sua generosità lo porta a condividere le sue esperienze con tutti. Stay Tuned !

  • 30/12/2017 in 14:30
    Permalink

    Mi piace il blues.
    Non è vero che ne capisco più di Marcello.
    La musica piace senza bisogno di capirla .
    Comunque hai ragione nel dire che le mescolanze, se ben assortite, creano nuovi sapori. Così fu per il blues, ma poi conseguentemente il Rock etc.
    Non si può fare una tacca sulla linea del tempo e stabilire se alla base della miscela ci sia la Rinascimentale o che altro. Molti lo pensano ritenendo questi generi antichi alla base della Bossa, miscelati con la Nera.
    Ma che importa se poi ci affiatiamo con una pacca per un concerto rock?
    P. S. L’album c’è l’ho!

    • 30/12/2017 in 14:33
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      Caro Marcello , volendo usare un’ analogìa musicale … vibriamo all’ unisono ! Concordo : la musica , al pari delle immagini , non necessita di didascalìe e / o spiegazioni , nè è soggetta a gerarchìe di sorta , vive della sua stessa eterogeneità . Quanto a ” Boom boom ” , cosa posso aggiungere ? ESPLOSIVO ! Mai titolo fu più autoesplicativo ! 💣

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