Una fantastica (perché originale in virtù del fatto che è scritta da noi…) recensione di “Soldatini Ribelli” di Maurizio Agnello, scritta da Marcello Mussolin

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Scrivere una recensione non è mai facile. Scriverla per una persona che ti dice “dimmi cosa ne pensi, ma sincero, eh… “ ti mette un’angoscia di quelle…

E ora che gli dico ?

Qualunque risposta dai, sbagli.

Se gli dici che non ti è piaciuto, dopo il sorriso di circostanza (ti ringrazio, avevo bisogno di una critica costruttiva)  scatta nel soggetto l’impulso irrefrenabile di mandarti a quel paese, mitigato – forse – dalla consapevolezza che non ti chiederà più niente.

Se gli dici che ti è piaciuto, ti sentirai dire che “no, non è vero, me lo dici solo per farmi piacere”.

Sembra il ritratto di mia moglie quando si prova un vestito.

E invece sto parlando di Maurizio Agnello, che un paio di mesi fa, con uno sguardo di quelli tipici del papà cui è nato un figlio, mi regala il suo libro e… mi raccomando, dimmi quello che pensi, ma sincero, eh.

Tutta ‘sta premessa per dire che io il libro l’ho letto. In due giorni. E solo perché più che la voglia potè il sonno.  Altrimenti l’avrei finito in una sera.

Il libro si chiama “Soldatini Ribelli”, edito da edizioni Leima, e narra di un giudice – Fabio De Falco – cui capita una botta di c… inaspettata, quella di indagare sulla sparizione dell’aereo del Presidente del Senato. Fama, successo, onori, ricchezze si alternano nella fantasia del procuratore. Ma ci sono rogne. E certo. Ma rogne serie, cui il giudice reagisce nel modo più .. diverso rispetto a quello che vi sareste potuti aspettare. E dunque con l’amico poliziotto…

Pensavate che vi spoileravo il libro?

Vi dico però che:

Che Maurizio Agnello sia un giudice si capisce.

Che sia un giudice “famoso”… pure. E quindi conosce l’argomento.

Che sia uno scrittore esordiente, si avverte. Ma solo in qualche passaggio. Magari quando si dilunga un po’ su argomenti tecnici mentre ti viene di dire.. su, vai avanti che voglio vedere come va a finire.

Ma sono solo peccatucci veniali: il libro è bello. Fantapolitico ma bello. E se vi aspettavate Montalbano, lasciate perdere.

Ora voglio vedere se Fabio De Falco non mi offre un cocktail.

 

(Marcello Mussolin)

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