Il sangue è vita, quando c’è. di Roberto Foderà

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Dall’amico (di sempre, permettetemi di dire) Roberto Foderà, Presidente della AVIS Provinciale di Palermo, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello, invitandoVi – se volete dare una mano o ne volete sapere di più – a contattare la sede locale dell’Avis o ad indirizzarci una vs. richiesta che saremo lieti di inoltrare al prof. Foderà.

Buona lettura.

Il sangue è vita, quando c’è.

Palermo è felicissima perché accanto ai tanti problemi la nostra città ha tante bellezze storiche, artistiche, ambientali, climatiche e, non da ultimo, di capitale umano. I post di Palermo Felicissima lo dimostrano, alternandosi tra picchi di meraviglioso stupore e disattenzioni per tali bellezze da parte di cittadini incivili o amministrazioni “distratte”. Ma Palermo è anche tristissima, perché alcuni problemi, che potrebbero essere risolti solo con la volontà comune e il senso civico, restano eternamente incisi nel tessuto cittadino.

Tra i tanti io mi permetto di sottolinearne uno, che ovviamente è parziale e associato alla carica che ho da poco assunto, ma non per questo, ritengo, meno grave: Palermo è infelicissima perché presenta una formidabile carenza di sangue e di plasma.

Abbiamo prodotto elettrodomestici smart, assistenti virtuali e robot da cucina che preparano e cuociono al nostro posto. Abbiamo visto come protesi artificiali siano in grado di farci esultare e commuovere per le imprese di atleti (molto più super di quanto io sia “normale”!). Ma il sangue non si può costruire. Non può essere prodotto in laboratorio. Non possiamo ancora sostituire con artefatti chimici la sostanza che ci permette di vivere e, per alcuni più sfortunati, anche guarire.

Insomma se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, chi ha problemi di emocomponenti è abbandonato a sé stesso. E non penso solo ai molti bambini talassemici, che nella nostra regione sono particolarmente presenti, ma a tanti altri soggetti fragili, da chi ha un tumore a chi aspetta un trapianto a chi è vittima di incidente.

Sono tante le associazioni che svolgono questo servizio vitale, lavorando come cuori che fanno circolare il sangue tra le arterie della città. Numericamente ancor di più, forse per la nostra natura campanilistica, nella nostra città. Ma non è il dove si dona che importa, importa la possibilità di offrire il bene prezioso del sangue.

Dicevo che l’attenzione al problema è interessata perché da pochi giorni ho assunto l’incarico di presidente della sezione Avis provinciale di Palermo e mi sono ritrovato di fronte a una situazione kafkiana. Abbiamo donatori pronti a presentarsi col braccio teso per prelievi di sangue intero o di plasma; abbiamo le autoemoteche col motore acceso e cariche del materiale necessario, abbiamo i volontari sul territorio – l’Avis in provincia conta oltre 40 associazioni comunali attive – che spendono il loro tempo per fare proselitismo. Ma non abbiamo medici e infermieri che operino per riempire le sacche, che restano vuote come vuota è la speranza di chi l’aspetta.

Come ho già detto in provincia altre associazioni agiscono assieme all’Avis e non ha importanza dove si dona ma essenziale è l’atto del donare perché il sangue, come non ha colore o razza, non ha mercato. È un bene universale e troppo prezioso per essere quotato in borsa. Però permettetemi se accanto all’invito generale ad andare a donare devo fare un appello a due importanti soggetti.

Agli operatori sanitari perché mettano in conto che contenere la pandemia ha un carattere di urgenza, ma che anche il malato di anemia mediterranea o l’infortunato in sala chirurgica ha lo stesso carattere di urgenza. E alle istituzioni preposte che non si nascondano continuamente, come sinora hanno fatto, dietro un burocratese vacuo o la scusa che “il responsabile non è stato ancora designato”. L’emergenza è tale che non possiamo giocare, soprattutto se giochiamo con la vita delle altre persone.

Chiudo con un appello al personale sanitario di buona volontà a contattare le sedi Avis del loro comune o la sede dell’Avis provinciale.

Roberto Foderà, Presidente dell’Avis, Associazione volontari italiani del sangue odv, Provinciale di Palermo.

(foto dal web, no copyright)

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