Moarda, di Maria La Bianca

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Quando “eravamo giovani” ci prese, per quella voglia forse primordiale di misurarsi con se stessi, o forse perchè non avevamo neanche i soldi per prendere il pullman e … no,

perchè ci divertivamo tanto,

di partire da Palermo da casa di qualcuno di noi e “acchianare” a piedi ad Altofonte, non senza una meravigliosa fermata rinfrescante all’acquedotto del Biviere.

Poi salivamo ancora a casa mia, la prima casa costruita sulla Moarda, tenacemente voluta da mio padre che qui fu profugo di guerra, per le interminabili sfide a ping- pong e per progettare il nostro futuro.

Il futuro.

E poi le arrustuste, i flirt…

Una delle mie più care amiche, di allora come di ora, ha scritto di getto queste due righe, che mi sento di dedicare, con il Suo permesso, ai cittadini di Altofonte

Moarda, di Maria La Bianca

Alla Moarda
salivamo a piedi
Erano passi
scanzonati di
ragazzi e caldo da
asciugare sulla
fronte.
Sete e ristoro prima
della meta
nella casa degli amici sotto il bosco.
Dura salita con le
spalle piene e il fiato
che ogni tanto si
faceva corto.
E l'ombra dei
querceti sotto il sole
per un bivacco e un
canto.
Era la fonte
la riserva
il parco
tutto raccolto dallo
sguardo fino a valle.
Cresta di cime arse
resta più acre oggi il mio ricordo
e non si conta più il
suo cielo
sulle dita.

da casa

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