Passerà, di Paola Pace La Pegna

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fotografie di Angelo Macaluso, per gentile concessione dell’Autore

Passerà…


Continuo a ripeterlo, mentre cammino su strade deserte che neanche a mezzogiorno di ferragosto, per un’ uscita necessaria per la mamma.

Passerà, mentre guardo questa Palermo chiusa, silenziosa, assorta..

Le saracinesche abbassate sono come occhi chiusi.. pannelli grigi dove prima traboccava il colore. E colore non ce n’è più, perché non sa fare rima con dolore…

Ed ancora mi stupisco, a vedere le file ‘quasi’ ordinate dei nostri concittadini in coda, quasi tutti silenziosi, a cui mi unisco in punta di piedi.

Anche se, a ben guardare, qualcuno che ha voglia di parlare c è, e guarda caso, sono tutte persone anziane. Proprio loro, le più a rischio, la cui voglia di vivere e di comunicare fa da contraltare alla paura di non farcela…

Ed allora li vedi con la mascherina sulle fronti stempiate, a mo’ di bianco unicorno, o schiacciate sotto la gola, pronti a rialzarle se qualcuno glielo fa notare..

E ti parlano dei figli, che dicono loro di non uscire (…ma cu si ‘nni futti, n’haio viste tante..), oppure dei nipoti, ( iddi sì, ca’ s’hanno a stari a’ casa … Iddi hannu a sturiari! )… e magari, anche se non hai voglia e li stai a sentire per educazione, per farli sentire meno soli, in quel metro di distanza che li divide dal mondo, dopo un po’, ecco che riescono a farti ridere, a scuotere la fila, a fare girare le teste, e quasi quasi ti dispiace che sia arrivato il tuo turno e devi entrare, ed allora li saluti quasi scusandoti, facendo segno con la mano che non è colpa tua, che tu resteresti, ma devi andare, e loro ti dicono, sorridendo ” ..amunì, trasissi… E un si preoccupassi Ca’ nuatri u tempu l aviemu…”, sollevando le proteste di chi il tempo non ce l ha, ma sono proteste blande, quasi di dovere, perché in realtà, come dicono loro, ridendo, adesso il tempo lo abbiamo tutti..

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E poi esci, ti infili in macchina, guardi tutta quella desolazione dal finestrino chiuso.. e vedi tanti arcobaleni.

Grandi, piccoli, su carta, su vecchi lenzuoli, su bandiere, tutti disegnati e dipinti da mani giovanissime, tutti con quella frase magica in cima…
fioriscono sui balconi insieme ai gerani ed alle pomelie per le quali questa è solo un ennesima primavera qualsiasi, dopo un inverno gentile…

Ed allora un pensiero mi attraversa la mente..

ANDRÀ TUTTO BENE!

Ma se a scriverlo sono i piccoli, ad esserne convinti ed ad aiutarci a convivercene sono i nostri anziani.

Domani passerà, ma noi, non dimentichiamo di passare da loro, a sentire se stanno bene..

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