Riesco a sentire una persona che, sul balcone, parla al telefonino alcuni palazzi più in là. di Roberto Foderà

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Oggi doveva essere giornata di mercatino nella strada sotto casa mia. 

Banniate, vucio e odore acre di pesce che rimane due giorni nell’aria. 

Invece silenzio, poche persone con sacchetti della spesa e ancor meno macchine. 

Infatti riesco a sentire una persona che, sul balcone, parla al telefonino alcuni palazzi più in là. 

Allora mi organizzo.

In questi giorni i miei buoni propositi sono … e via dicendo una trentina di cose che potrei fare per la mia salute e per la mia istruzione.

Tutte le sceneggiature so che in realtà alla fine si semplificheranno in una unica scena: io sotto le coperte con un libro in mano. Più che video, film o socialmedia infatti preferisco i libri. E tra quelli che amo vi sono anche i gialli.

Quello che ho appena finito di leggere, una storia ambientata nella Cina antica, narra di delitti in una città presa d’assalto dalla peste. Con la soluzione dei delitti arriva anche la pioggia e la fine della peste.

Il protagonista, il giudice Dee, rivede lentamente la gente uscire per le strade e riprendere la propria vita. “Una calda vampata di orgoglio aveva cancellato in lui ogni stanchezza e ansia. Un immenso orgoglio per il popolo che aveva il privilegio di servire. Per tre lunghe settimane la popolazione era rimasta acquattata nelle misere casupole e baracche. Affamata. Paralizzata da una paura cieca, alla mercé della nemica implacabile che si aggirava invisibile tra loro. Eppure adesso a un primo segno di un cambiamento per il meglio quegli uomini e quelle donne tornavano a uscire indomiti, coraggiosi e pieni di nuovo ottimismo”.

Come prima lettura il primo giorno di #iorestoacasa, mi è sembrata particolarmente benaugurante.

Ecco perché racconto queste cose ad altri concittadini che come me stanno a casa pieni di buone intenzioni (che spero almeno loro sappiano realizzare) e ai quali probabilmente importa molto poco delle mie giornate e relative letture.

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