Le nostre anime di notte, di Valeria Paleologo

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Le nostre anime di notte

Lo ammetto… fino a qualche tempo fa, non sapevo neanche chi fosse Kent Haruf. Poi ho letto per caso un articolo in cui si parlava di questo scrittore statunitense, dei numerosi riconoscimenti e premi vinti, della sua trilogia e dell’enorme successo del suo libro uscito postumo, “Le nostre anime di notte”.

Dal titolo ho pensato che fosse un libro melenso, ma poi, leggendo le varie recensioni mi sono sentita coinvolta nella storia e ho deciso di ordinare il libro senza toccarlo, odorarlo, sfogliarlo come faccio di solito.


Mi era piaciuto molto il fatto che lo scrittore, più che settantenne e malato, l’avesse scritto in pochi mesi prima di morire, ispirandosi al suo rapporto con la moglie.


I protagonisti sono due anziani, come lo scrittore e sua moglie, rimasti vedovi e probabilmente destinati ad una vita in solitudine, senza stimoli e occasioni, inutili per sé e per gli altri (come sottolinea la stessa protagonista).

Addie, dopo la morte del marito, trova le notti piene di pensieri e inquietudini.

Così propone al suo vicino di trascorrere le notti insieme .

“Sto parlando di attraversare la notte insieme. E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici. Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire. Le notti sono la cosa peggiore , non trovi?” 

Louis, dopo qualche titubanza, accetta.

Tra di loro si instaura un rapporto speciale che culmina in una reciproca profonda conoscenza.

dal film: Our Souls at night, con Robert Redford e Jane Fonda


I due non vogliono rinunciare alla vita, all’amicizia, all’affetto, alla tenerezza, all’intimità, all’amore… alle piccole premure e confidenze che si scambiano di notte.


Ovviamente vengono ostacolati dai figli e dall’intera comunità benpensante che li giudica spregiudicati e scandalosi.


Io sono vicina a loro per la mia età e posso capire bene il loro bisogno di sentirsi ancora vivi e partecipi delle gioie della vita.

Condividere questi sentimenti con la persona che ti sta vicino è quello che tutti noi ci auguriamo, a prescindere dall’età.

Lo stile dello scrittore è sommesso, essenziale ma incisivo e ti consente di cogliere e condividere le emozioni dei due protagonisti, il loro bisogno di avere rapporti affettivi, fuori da schemi e ipocrisie.


Questo libro mi ha fatto amare Kent Haruf e sicuramente leggerò altri testi di quest’autore. Ho già comprato “Vincoli” e certamente comprerò anche ” La Trilogia della pianura “.

Valeria

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