Denuncia! di Dario Visconti

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L’abbiamo già detto in altre circostanze. Siamo “Felicissimi” ma non abbiamo gli occhi chiusi. Parliamo di libri, di eventi, di monumenti, della nostra bella città tanto vituperata dai suoi stessi cittadini, ma abbiamo sempre negli occhi e nelle orecchie le notizie che ci rattristano. Oggi è il 25 novembre. Una data che vorremmo non ricordare. Oggi si manifesta in tutto il mondo contro la violenza sulle Donne. Noi siamo contro tutte le forme di violenza, e questa, così come quella sui bambini, ci sembra la più odiosa. Vorremmo che il 25 novembre fosse ricordato come un momento di riscatto, non come un giorno in cui tutti – un po’ come a Natale, facciamo finta di essere tutti più buoni, magari chiediamo pure scusa “a nome degli uomini”, sapendo che tanto, da domani, sarà tutto come prima.

Di certo la violenza è generata – anche e soprattutto – dalla ignoranza, quella ignoranza che tanto ci preoccupiamo di combattere.

Ignoranza vuol dire non permettere ai bambini di frequentare le scuole sin dall’infanzia, come succede – per anticipare un tema che svilupperemo nei prossimi mesi – a Danisinni dove la scuola per i piccoli è chiusa da anni, ignoranza vuol dire regalare per i morti la pistola ai figli (e le bambole alle femminucce, per educarle loro ruolo di mamma, compagna, moglie) piuttosto che un libro.

Ignoranza vuol dire, come scrive il nostro amico Dario nell’articolo che segue, vantarsi delle prime scorribande sessuali dei loro figli. Maschi. Le ragazze no, non possono, non devono avere una loro vita sessuale perché altrimenti indicate come donne da poco.

Pulle, diciamo noi siciliani, con termine che è intriso di significati ben di “pesanti” più dell’equivalente “prostituta” del dizionario della lingua italiana.

Perché si sa, la donna provoca. Se l’è cercata, dicono.

Nessun commento, solo, date un ‘occhiata questo video raccolto dal sito di “Psicologia applicata”.

Nel giorno delle mille manifestazioni, nel giorno che abbiamo vissuto insieme a Barbara Bartolotti che ci ha mostrato la dignità di una donna ferita, che non ha avuto esitazioni a farci vedere di cosa è capace un uomo quando vuole fare male (non vi posto il video, ma credetemi, fa male), ma che ha educato i propri figli nel rispetto insegnando loro che con la vendetta non si ottiene nulla, ospitiamo un pensiero del nostro amico Dario Visconti.

Avvocato, fine scrittore ma soprattutto uomo di grande sensibilità, Dario ha voluto così commentare questa giornata che sta ormai per finire. Il suo pezzo circola già in rete, ma abbiamo voluto lo stesso inserirlo nel nostro blog perché.. noi ci siamo.

Grazie Dario.  E soprattutto grazie a Barbara ed a tutte le Barbare che come lei hanno il coraggio e la forza di denunciare.

Da Uomo a donna:

Da uomo a donna. Finché le cose non cambieranno veramente, datevi aiuto.

Non tutti – bisogna dirlo – ma molti maschietti, hanno seri problemi a relazionarsi con le donne.

Questo dipende da tante cose. Probabilmente il fenomeno ha origine da antichi retaggi culturali, ancora oggi ripresi con convinzione perfino nell’educazione impartita da tanti genitori, che continua ad essere di stampo sorprendentemente maschilista.

Ancora oggi, molti genitori non faticano ad ammettere che preferiscono un figlio maschio ad una femmina. Ancora oggi mi capita di sentire dei padri vantare a destra e a manca, e con ostentato orgoglio, le prime scorribande sessuali dei loro figli maschi.

Io poi ho la sensazione che il problema si sia aggravato da quando il progresso, quello vero, vi ha improvvisamente affrancato da quel ruolo tradizionalmente sottomesso che a molti, forse troppi, di noi garbava tanto.

Oggi siete libere, indipendenti, fate le vostre scelte autonomamente, siete spesso più intelligenti, e forse anche tendenzialmente più rette della stragrande maggioranza di noi.

Ebbene, sappiate che tutto questo non riesce a piacere a tanti uomini con la mente piccola, che faticano, o non riescono proprio, ad accettare ed a riconoscere il vostro ruolo paritario, la vostra possibilità di scegliere e la vostra capacità di autodeterminarvi, per altro spesso faticosamente conquistata sulla vostra pelle.

E costoro non trovano di meglio che cercare di tornare a prevalere con la violenza.

Denunciate dunque.

Affidatevi alla giustizia, segnalate immediatamente ogni forma di violenza, e di prevaricazione.Ma siccome spesso i procedimenti giudiziari sono lunghi, e talora immotivatamente, capita anche che rimaniate vittime della loro farraginosa lentezza.

Personalmente, mi impressiona molto leggere di quelle donne, tante donne, tante ragazze, che pur avendo tempestivamente denunciato, sono state lasciate sole in balia di mostri, magari ancora più “motivati”, dopo la denuncia, a farsi “giustizia” contro quelle di voi che hanno osato ribellarsi.

Ed allora, datevi aiuto. Quando è possibile, imparate a riconoscere subito i segnali che caratterizzano l’uomo-bestia, quasi sempre preannunciati da atteggiamenti tipici che molto spesso tendete a sottovalutare.

La loro tendenza ad umiliarvi, l’arroganza, la loro convinzione che siate di loro proprietà, gli impeti di ira contro qualunque altro uomo abbia osato soltanto rivolgervi la parola, e perfino la semplice violenza verbale, sono tutti segni premonitori.

Non sono atteggiamenti normali, e la gelosia possessiva, che è una patologia, ne è la forma più evidente.

Isolate questa gente.

E se non vi è stato possibile “leggere” prima i segnali (perché non sempre è facile!), rimediate immediatamente, non appena vi rendete conto che vivete accanto ad una persona violenta.

So che non è sempre facilissimo, soprattutto quando c’è una famiglia di mezzo, ma lasciate subito soli gli uomini che usano violenza, senza pericolose titubanze.

Vi prego, non commettete l’errore di provare a perdonare, e nemmeno quello di pensare di poter cambiare chi vi ha alzato le mani, anche se l’ha fatto “soltanto” una volta.

Allontanatelo, e se veramente vorrà riscattarsi, dovrà farlo da solo, lontano da qualsiasi donna, e magari con il supporto di una buona terapia.

Ma non rimanete accanto a loro, può venirne soltanto male a voi ed ai vostri figli.

Datevi aiuto. Finché le cose staranno come stanno, e fino a quando non cambieremo veramente, è necessario!

Dario Visconti

 

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