Io, feisbuc e il nudo. Spencer Tunick allo Zac, di marcello mussolìn

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Ammetto che il titolo è un po’ paraculo. Anzi, se vogliamo dirla tutta, prima ho scritto il titolo e poi l’articolo. Diciamo che sotto sotto mi divertiva scoprire quanti avrebbero letto l’articolo solo perché l’ho scritto io (credo pochini), chi invece si sarebbe soffermato su quel “feisbuc” come ormai da anni mi diverto a chiamare questo cortile mediatico e quanti invece  –  malizioso io – sarebbero stati attratti dal “nudo”.

Oddio, il motivo è anche un altro. Quando, alcuni giorni addietro, mi arrivò la cartelletta “istituzionale” con la presentazione della mostra di Spencer Tunick e le relative fotografie, non mi parve vero di fare un bellissimo “copia e incolla” dell’articolo scritto da altri, utilizzando per giunta le foto ufficiali.

Scrivo il pezzo qui sul blog, lo pubblico, lo condivido in feisbuc e … nulla. Non c’è.

Lo ricondivido su feisbuc e … ri-nulla

Lo giro sul profilo del mio socio Marcello Troisi e ancora nulla.

Boh.

Arriva una e-mail. E’ il signor feisbuc che mi segnala che qualcuno, probabilmente un hacker, ha violato il mio profilo e sta diffondendo materiale pornografico. Meglio, mi dice, cambiare password, non sia mai! Sticaz…

Mi premuro a fare quanto suggerito, non senza avvertire tutti con un post dove dico che forze aliene, probabilmente la morte nera, si sono impadronite del mio profilo: il materiale pornografico a mio nome non l’ho mandato io!. O almeno, non più del solito…

Il fatto che oggi sia il 4 maggio influisce pesantemente sulla affermazione precedente.

foto ripresa dal web. se qualcuno dovesse vantare dei diritti di immagine sulla stessa, me lo dica, eh !

(vabbè, ve la spiego. Oggi è May the 4th. Per chi come Sheldon Cooper o i miei figli è un fanatico di Star Wars, oggi è il giorno dei giorni: May the 4th be with you. Che la forza sia con te !) Come chi è Sheldon Cooper? Ma dove vivete ?

 

 

Tranquillizzatomi, ricomincio.

 

Ri-scrivo il pezzo qui sul blog, lo pubblico, lo condivido in feisbuc e … nulla. Non c’è.

Lo ricondivido su feisbuc e … ri-nulla

Lo giro sul profilo del mio socio Marcello Troisi e ancora nulla.

Stavolta mi arriva un bel messaggio: hai violato le regole di feisbuc, cattivone, stai pubblicando foto di nudi quando sai che non è consentito, sei stato nominato. In castigo ! Sospensione del profilo !

Ora, non vorrei che pensaste seriamente che io pubblichi foto di nudi senza dirlo al signo’ feisbuc, che poi si incavola pure, ma il problema “vero” era questo qui a sinistra.

La foto (ufficiale, pubblica, e chi più ne ha più ne metta) che anticipa la mostra di Spencer Tunick.

 

Feisbuc è un gran bacchettone. Anzi, di più.

 

 

La mostra è bellissima. Inutile che vi dica tutto quanto riguardi Tunick, tanto lo potete fare da soli di andare su wikipedia. E poi ho visto che ormai allo Zac ci siete stati tutti.

Sicuramente ci sono stati i miei amici fotografi. Ho visto le foto. Centinaia di foto. Giù ci sono pure le mie.

Ma mi piace immaginare i pensieri: ma come, io non riesco a fotografare manco una tetta che sia una, e questo qui basta che dica spogl.. e già tutti nudi !

La verità è che il signor Tunick è una specie di genio. Le sue fotografie non sono “belle”. Non sono “brutte”. L’arte non “deve” essere bella.

Tunick non solo fa una cosa straordinaria, imprimendo il suo marchio sull’album fotografico del mondo (e se una foto è sua si vede, eccome!) . La sua immagine va oltre. La marea blu che attraversa le vie cittadine come un fiume, la foto straordinaria delle centinaia di persone nude sul ghiacciaio Aletsch, in Svizzera. Immaginiamoci la scena: decine e decine di persone ferme su un GHIACCIAIO, nude, ad aspettare che il nostro faccia una foto. In cambio di… una foto autografata dell’autore.

Va oltre dicevamo: fotografando corpi di uomini e donne nudi, stimolo per la curiosità del visitatore, richiama l’attenzione sulla circostanza che il ghiacciaio stesso si sta ritirando a causa delle mutate condizioni climatiche, a causa del riscaldamento globale e della dissennata distruzione del nostro pianeta da parte di noi stessi abitanti.

Ed ancora: dalle sue foto di uomini e donne nudi, ci racconta wikipedia, scaturisce una tensione e una riflessione sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo. L’esperimento visivo di Spencer Tunick compie un’azione livellatrice che permette di comprendere l’omogeneità umana, tramite una visione democratica del nudo, che, totalmente deprivato di umanità e sensualità, ci riporta all’oggetto-merce.

Fotografando donne nude esprime la sua critica a Donald Trump, probabilmente uno dei peggiori presidenti che la storia degli Stati Uniti ricordi, che rimarrà nella memoria dei posteri forse proprio più per le donne di cui si è circondato che per la sua politica.

Almeno spero: non vorrei che fosse ricordato “proprio” per la sua politica, e vorrebbe dire che la frattura nel mondo sarebbe insanabile.

Dimenticavo: per aver fotografato nudi in pubblico, Tunick è stato arrestato negli Stati Uniti.

Non è solo Feisbuc ad essere bacchettone.

marcello

 

p.s. Lo ZAC è bellissimo ed a me piace molto come è stata allestita la mostra. Ho letto molte critiche al riguardo: luci, pieghe sulle foto, disposizione delle stesse, ma personalmente credo che uno spazio espositivo così grande e così caratteristico valorizzi il lavoro dei curatori. Se non sbaglio, si tratta della più “grande” mostra di Spencer Tunick mai organizzata.

(foto mie salvo ove indicato)

 

spencer tunick allo zac

 

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