non c’è una guerra buona e una guerra cattiva. Incontro con Camilla Ancillotto, di marcello mussolìn

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” non c’è una guerra buona e una guerra cattiva e niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi”.

Stavolta niente canzoni. Sono fermo davanti a “Deposizione” di Camilla Ancillotto, un’opera in tecnica mista “scultura-pittura”, per dirla con Duccio Trombadori, e non mi va di cantare. Nella mia mente ronza questa frase di Papa Francesco. Non che io sia un fanatico della Chiesa, anzi, ma come non condividerne il significato?

Quando vedo Guernica mi commuovo sempre. Al “Reina Sofia” sono rimasto fermo mezz’ora imbambolato a guardare. Guernica non è solo un quadro di Picasso. E’ un simbolo. La mamma che urla tenendo il suo bambino in braccio, la paura negli occhi degli animali. Un grido accorato contro la guerra, contro tutte le guerre.

Alcuni giorni fa, il 14 aprile, per l’esattezza “Deposizione”, presentata nell’ambito di “Bias”, Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra e delle Religioni dell’Umanità, ha scatenato in me le stesse emozioni.

Il giorno scelto per la inaugurazione appare come tragica coincidenza: nella notte, infatti, le forze congiunte di USA, GB e Francia hanno bombardato la Sira, rea – a loro dire – di avere usato armi chimiche per  distruggere le postazioni ribelli causando la morte di centinaia di mamme, bambini, vecchi. Civili, insomma. “Ovviamente” la Siria respinge le accuse: chi ha ragione ?

Ragione? Nella guerra non riesco a trovare alcuna ragione.

Coincidenza, dicevamo: “Deposizione”  è stata creata ed esposta per la prima volta alla biennale di Venezia del 2013 nel padiglione della Repubblica Araba Siriana, ci racconta Camilla Ancillotto, curata(per l’appunto) da Duccio Trombadori. Lo scopo era quello di “richiamare”  un baluardo della storia dell’arte che  condanna la guerra. Tutte le guerre.  

Nessuno, allora, avrebbe immaginato tale escalation di violenza. Nessuno avrebbe immaginato che a distanza di 5 anni il conflitto si sarebbe evoluto in modo così assurdo, con milioni di profughi, decine di migliaia di morti inermi, di tanti bambini, nessuno avrebbe immaginato l’intervento di tutte le grandi potenze mondiali che sulla Sira stanno giocando un Risiko infernale.

 

 La guerra e i bambini, appunto: l’opera è concepita come una di quelle costruzioni  costituite da cubetti di legno, illustrati su tutte le facce, imperniati sull’asse centrale e girando i quali muta il disegno che appare. Se su un lato c’è la mamma di Guernica, dall’altro c’è Marie Therese, altra opera di Picasso, che osserva i bimbi giocare. Simbolo di speranza.

Cosa intendo ? che dobbiamo prender consapevolezza degli errori, attivamente fare qualche cosa per cambiare. Forse questa è una immagine idealista … ma il mio messaggio è ciò che posso fare io dal mio punto di vista. Non mi posso e non mi voglio schierare perché sono un artista, ma posso commentare ed esprimere un pensiero…”

Deposizione è a colori, al contrario di Guernica. Colori che illustrano il dramma: questi dovrebbero essere colori un pochino più vivaci, – aggiunge Camilla– invece di proposito li ho sporcati, li ho un po’ abrasi con la carta vetrata , per esempio il rosso, perché quando vediamo in televisione ambienti di guerra, se troviamo un giocattolo sotto le macerie è così, è abraso, è rovinato. 

Non serve aggiungere altro. Solo grazie a Camilla Ancillotto.

 

Un ringraziamento particolare a Miliza Rodic, Agente di straordinari Artisti, grazie alla quale questo incontro non sarebbe stato possibile.

Un grazie a Palermo, al Palazzo Riso, agli organizzatori di questa Biennale. Bellissima.

marcello

foto mie

 

 

 

Biografia dell’artista, ripresa dal suo sito:

Camilla Ancilotto nasce nel 1970 a Roma, città dove vive e lavora.
MFA presso New York Academy of Art 1999.
Tra le principali esposizioni personali: Galleria Ca’ d’Oro di Roma (2003), Galleria Davico in Torino (2008), Chiostro del Bramante di Roma (2010), Ca’ d’Oro Art Gallery di Miami (2011), Freedom Tower del Miami Dade College (2012), Camera dei deputati di Roma (2012), Palazzo Collicola Arti Visive ,Spoleto (2017).
Tra le mostre collettive si segnalano: “Bestiario” (Galleria Ca’ d’Oro, Roma, 2006), “Scomposizioni” (Palazzo Torlonia, Roma, 2009), “Art Carpet” (The First Art Luxury Hotel in partnership con la Galleria Mucciaccia, Roma, 2013), “Era perduto ed è stato ritrovato” (Museo del Tesoro del Duomo, Vigevano, 2016).
Espone alla Biennale di Scultura di Roma (2011), ad Art Basel Miami (2011), alla 55a Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (2013), alla prima edizione di ExpoArteItaliana (Villa Bagatti Valsecchi, Varedo) curata dal prof. Vittorio Sgarbi (2015) e all’Amsterdam International Art Fair (2015).
Nel 2012 la sua opera monumentale “Original Sin” entra a far parte della collezione permanente di sculture del Wolfson Campus (Miami Dade College) mentre nel 2016 il lavoro “Il Figliol Prodigo” trova collocazione definitiva tra le opere custodite nel Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano.
Ancora nel 2016 – in occasione del Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco – la Ancilotto è tra gli artisti selezionati per la mostra collettiva “Era perduto ed è stato ritrovato”, iniziativa artistica promossa dal Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano elaborata attorno alla parabola del Figliol Prodigo; l’opera presentata dall’artista romana entra a far parte della collezione permanente dell’istituzione museale lombarda.
Nel mese di marzo del 2017 partecipa alla terza edizione dell’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma, evento inaugurato da Achille Bonito Oliva presso il Complesso Monumentale del Vittoriano – Ala Brasini.
In estate l’Ancilotto è annoverata tra i protagonisti del prestigioso Festival dei Due Mondi di Spoleto con l’apertura della grande mostra personale Mutaforma, allestita al museo Palazzo Collicola Arti Visive (Spoleto) e curata da Gianluca Marziani.
Il 2017 si conclude con la partecipazione dell’artista all’importante esposizione collettiva dal titolo ‘Io Sono Qui – Arte e diritto alla comunicazione materiale e immateriale’, allestita nel Museo MACRO di Roma e curata da Lorenzo Bruni.
Nell’ambito della 12ma edizione di Manifesta, Biennale nomade europea d’arte contemporanea, è in programma per l’estate del 2018 una mostra personale presso la prestigiosa dimora ottocentesca Palazzo Forcella De Seta a Palermo.

 

 

 

Camilla Ancillotto

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