Succede a Palermo, di Paola Pace La Pegna

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Succede….
Succede alle volte che decidi di visitare una chiesa (nella fattispecie, quella di S. CHIARA, con annesso campanile), e decidi di prenotare la visita delle 20, praticamente in notturna, considerato il periodo dell’ anno, per goderti la vista dei Tetti di Palermo illuminati…
Succede anche che chiedi, in punta di piedi, dove sia ubicato esattamente l edificio in questione, e la persona dall’ altra parte del telefono ti risponda, con malcelata meraviglia… “Piazza S. Chiara, naturalmente.. non sa dov ‘è?” • E naturalmente, a questa controdomanda, fa capolino l’ istintivo panormito orgoglio (può essiri mai ca unn u’ sacciu??) che ti porta a rispondere.. “….ma certo.. ovvio.. che stupida.. grazie molte, ci vediamo sabato sera… certamente, con almeno 10 minuti di anticipo..”
Succede anche che nei giorni a seguire, ci si convinca che sì.. sarà facilissimo trovare quella piazza, basta avere le coordinate, e poi la conoscono tutti.. ma sì.. sarà quella da dove siamo passati l’ altra volta.. facendo strada ci ricorderemo… magari sarà meglio uscire con una mezz’oretta d anticipo sulla tabella di marcia… ….. Succede che ci si perda a Ballarò!
Succede che alle 19:30 di sabato sera si stia ancora girando in tondo nelle viuzze lì intorno, che sei sicuro che sei lì, a pochi metri, ma non trovi la stradina giusta, che incocci una.. due.. tre chiese.. ma nessuna di loro è quella giusta.. E guardi disperata il cellulare, che ti dà il tempo che scorre, e da largo anticipo che eri sei quasi in ritardo, ma a te interessa il navigatore, che però è andato in tilt… Succede.
Ma per fortuna siamo a Palermo..
E allora succede anche che ti fermi con l’auto in pieno mercato storico e chiedi a un signore che sta ritirando la sua mercanzia, e lui si ferma.. ti da tutte le indicazioni del caso (prima a destra, poi a sinistra, sempre dritto, poi ‘quannu va sbatti a facci o muru’ giri arrieri)… poi ti guarda.. vede la tua faccia perplessa, e ti dice.. “ ..ma hai capito? Sinnó lassù un minutu, pigghiu a machina e vi cci accumpagniu io.. a bello cuore.”
Naturalmente decliniamo l’invito, assicuriamo che è tutto chiarissimo, ringraziamo e andiamo.. cominciamo a seguire le svolte.. E ci perdiamo di nuovo. Allora decidiamo di lasciare l’auto e andare a piedi.. il navigatore (maledetto lui) dice che siamo praticamente arrivati.. Ormai quasi in ritardissimo si domanda di nuovo, questa volta a una coppia di mezza età che sta tirando giù la spesa dal cofano, e qui il marito si lascia andare ad una spiegazione dettagliatissima ma comprensibile anche se piena di ‘acchianatedde’ e ‘ scinnitedde’, con la moglie che lo rimbrotta perché “..accussi i fa cunfunniri…” e lui che risponde.. ”zittuti ca a signora mi sta capennu..” La signora in questione fa ‘sì’ con la testa, sorridiamo, ringraziamo, salutiamo e ci addentriamo nel cuore di Ballarò, con mio figlio adolescente, arruolatosi all ultimo minuto (mannaggia, quando tutto fila liscio non ci sono mai…,) che si guarda in giro, si ferma a guardare un folto gruppo di ragazzi di parecchi colori, dal bianco al giallo, a parecchie gradazioni di marrone, che tutti insieme guardano ‘Inter-Juve’ da un 50 pollici davanti a un centro scommesse e mi dice, tutto allegro: “che bello mà, siamo entrati a Palermo e siamo finiti a New York…”
Finalmente, dopo le acchianatedde e le scinnutedde, precise al millimetro, sbuchiamo nella famosa Piazza, ci precipitiamo dentro la chiesa, scusandoci per il ritardo, e ci sentiamo dire…”tranquilli.. il gruppo precedente è ancora dentro..”. Stanchi, affannati, infreddoliti, ma non in ritardo, grazie al famoso ‘tiratardi’ palermitano. Finalmente prendo fiato, giusto in tempo per sentire mio marito che fa.. “ e ora, per tornare all’auto, la strada ce la ricordiamo?” Ho fiato solo per rispondere.. “chiederemo…”
Per la cronaca, la visita al campanile con vista sui tetti è stata spettacolare e ci ha ripagato della stanchezza, ma, se devo trarre una lezione da questa avventura, posso dire che a Palermo può succedere di perdersi, ma trovi sempre qualcuno che ti fa arrivare a destinazione…

Paola.

 

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