e la meusa ? di marcello mussolin

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Da piccolo non mangiavo le melanzane. Anzi, le “schifiavo”.

Ora, lo so che quello che sto per dire farà sorridere le mie cugine che leggono questo blog, e mi sfotteranno pure, ma oggi ne vado pazzo.

L’estasi la raggiungo con le melanzane alla parmigiana.

Avete presente?

L’amaro della melanzana si somma alla untuosità dell’olio buono, viene stemperato dalla dolcezza della salsa di pomodoro rigorosamente fresca – mi raccomando – ed il tutto viene reso gustoso dalla abbondante spolverata di parmigiano, prima tra uno strato e l’altro, poi a coprire. Le due foglie di basilico poggiate leggiadramente sopra regalano quel sentore di fresco che conclude magnificamente il tutto.

Alcuni aggiungono mozzarella, altri la “frittatina”. Ma gli ingredienti base sono tre: melanzane, parmigiano e salsa. Come nel rock puro: chitarra, basso e batteria. Ma qua siamo su altro genere di musica: Allegro, andante, minuetto e rondo’ in dolcezza.

Una sinfonia di Rossini, la definiva mio padre.

Ed io che non l’avevo capito.  Errori di gioventù. Ma “a vent’anni si è stupidi davvero…” diceva Francesco Guccini. Vabbè, il contesto era altro, ma l’occasione era ghiotta (è il caso di dire) per buttare là la citazione…

Io ci parlo con mio padre, sapete. Ci ha lasciati da più di venti anni, ma io continuo a dialogare con lui, spesso di notte quando, invece di dormire, con lui mi invento cose, ipotizzo mirabolanti discorsi che mai farò, gli prometto successi strepitosi e tutte quelle cose che mai realizzerò nella vita.

E lui lì, con quel suo meraviglio sorriso triste che mi compatisce e mi ricorda che “a vent’anni si è stupidi davvero” e che mi sono privato, per anni, di uno dei piaceri della vita.

Ci ho riflettuto: la vita vale la pena di essere vissuta. Senza, ci perderemmo la parmigiana, ma anche il pane di paese con il salame, e la nutella.

E cosa mi avrebbe suggerito per U pani c’a meusa? Con il mio amico Giuseppe, oggi, pensavamo a Wagner. O a Verdi.

E il vino? Se per la parmigiana occorre un vino “serio” per stemperare l’untuosità della frittura, magari un Nero d’Avola , di quelli giusti però, non le cose che propinano nei supermercati, il pane con la milza non può che essere accoppiato alle bollicine. Non la birra, che il palermitano beve rigorosamente ghiacciata (no, non lo cito Fantozzi…), ma un bel rosso.

Giuseppe, che mi viene maestro, mi suggerisce la Bonarda.

Allora, amici felicissimi, fatevi sotto con gli abbinamenti musicali per i piatti della nostra tradizione. E ovviamente i vini.

marcello mussolin

(foto dal web)

2 pensieri riguardo “e la meusa ? di marcello mussolin

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