Centro di gravità permanente, significato delle parole di Franco Battiato
Franco Battiato ho avuto la fortuna di vederlo in concerto più volte e di stringergli la mano una volta.
Purtroppo se ne è andato stamattina, martedì 18 maggio 2021.
Currucucù, Paloma! Battiato ci raccontava: “Le Penne stilografiche con l’inchiostro blu, la barba col rasoio elettrico non la faccio più“, dimostrando una critica al conformismo e allo stesso tempo ricerca di stabilità.
In “Centro di gravità permanente” Battiato va alla ricerca ancora una volta -e più intensamente- di un centro di una stabilità culturale e sociale.
- Una vecchia bretone
Con un cappello e un ombrello di carta di riso e canna di bambù
Nel quadro di Emile Bernard “Femmes bretonnes aux parapluies” perchè le donne con cappello usano gli ombrelli di carta di riso? Forse vogliono distinguersi in maniera eccentrica.
- Capitani coraggiosi
Furbi contrabbandieri macedoni
Rudyard Kipling nel suo romanzo “Capitani Coraggiosi” porta Harvey, un ragazzo viziato e prepotente, a lavorare come pescatore sui Banchi di Terranova. Battiato voleva dimostrare che il caso può cambiarci.
Emilio Salgari, dal mare di Sandokan, si sposta in “Racconti di Montagna” a parlare con sospetto dei furbi contrabbandieri macedoni che attraversano i Balcani. Probabilmente voleva aggiungere che se il caso ci cambia, questo può farci imparare a saper cambiare stile e luogo.
- Per le strade di Pechino erano giorni di maggio
Tra noi si scherzava a raccogliere ortiche
Battiato stesso si trova a passeggiare per le strade di Pechino a raccogliere ortiche per il 35 Maggio di Yu Hua, nel 1989, per partecipare alla manifestazione in piazza Tiananmen.
- Non sopporto i cori russi
La musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese
Neanche la nera africana
Battiato esemplifica fino al paradosso, non pensa realmente quello che dice, così come non preferisce l’insalata a Beethoven o l’uva passa a Vivaldi, ma si fa portavoce di un sentimento comune di critica estrema e spesso insensata:
E’ il classico modo di dire: “non mi piace niente”, anche quello che non esiste come il free-jazz-punk-inglese che è al limite dell’esistenza… Quindi mi lamento, proprio in virtù del fatto che siamo perennemente vittime dei nostri comportamenti meccanici, soggetti alle idee degli altri e lontani da un centro di gravità permanente.
- Over and over again
You are a woman in love
Baby I need your love
I want your love
Over and over again
Come in into my life
Baby, I want to give you my soul
Baby, I need your love
Sono tutti titoli di canzoni famose, a dimostrazione che usando titoli si possono comporre frasi (strofe in questo caso).
🎵 1. Over and over again
Questa frase corrisponde al titolo “Over and Over Again” di Nathan Sykes (2015), spesso ricordata anche nella versione con Ariana Grande.
🎵 2. You are a woman in love
È chiaramente un riferimento a “Woman in Love” di Barbra Streisand (1980), scritta da Barry e Robin Gibb.
🎵 3. Baby I need your love
Questa frase richiama “Baby I Need Your Loving” dei Four Tops (1964), uno dei classici Motown.
🎵 4. I want your love
È il titolo “I Want Your Love” dei Chic (1979), brano disco molto noto.
🎵 5. Come in into my life
La frase corrisponde a “Come Into My Life” di Joyce Sims (1987), hit R&B/electro-soul.
🎵 6. I Want to Give You My Everything — Carl Douglas (1975)
E’ un brano SOUL
Franco Battiato denuncia l’irrequietezza, la ricerca di un punto di riferimento, di un centro assoluto.
Credo sia stato un grande contestatore dell’instabilità culturale ed anche un cultore della memoria affettiva.
D’altronde la ricerca del “Centro di gravità permanente” è forte in tutti noi e presente in molti autori.
Tutti ricordiamo alcune sequenze del film “Bianca” di Nanni Moretti, celebre per la Sacher Torte e la Nutella, in cui il suo personaggio, Michele Apicella, è portato ai limiti patologici dell’intransigenza e autarchia, causati dalla società instabile, fino a rendersi omicida.
Anche Michele Serra nel suo libro “Il nuovo che avanza” nel capitolo “L’assassino”, racconta che “finalmente è stato arrestato l’assassino di negozi”.
Dopo distruzioni apparentemente senza senso e alcuni insensati omicidi, Pedrotti è ora pronto a confessarsi.
Perché tanto astio contro la bicchieroteca?
Cosa gli ha provocato tanta rabbia verso la Sorbetteria della nonna e i suoi centodieci tipi di gelato? Perché non è riuscito a trattenersi di fronte ai ‟validi” calzini di L’alluce e il pollice? Cosa ha contro il mobiletto a rotelle Ibigibi?
Uno psicologo cercherà di fargli raccontare le radici del suo astio contro le moderne forme di commercio mentre ricerca il “senso di gravità” mancante, denunciato da Battiato.
Sono personalmente grato a Battiato e mi mancheranno le canzoni che avrebbe potuto scrivere in questi anni. Restano le vecchie che sono sempre attualissime.
Ciao Franco.
[Marcello Troisi]
Centro di gravità permanente
Una vecchia bretone
Con un cappello e un ombrello di carta di riso e canna di bambù
Capitani coraggiosi
Furbi contrabbandieri macedoni
Gesuiti euclidei
Vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori
Della dinastia dei Ming
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Avrei bisogno di
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Over and over again
Per le strade di Pechino erano giorni di maggio
Tra noi si scherzava a raccogliere ortiche
Non sopporto i cori russi
La musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese
Neanche la nera africana
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Avrei bisogno di
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Over and over again
You are a woman in love
Baby I need your love
I want your love
Over and over again
Come in into my life
Baby, I want to give you my soul
Baby, I need your love
L’immagine in evidenza è tratta dal sito ufficiale Franco Battiato Franco Battiato: Sito ufficiale – Franco Battiato
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