FESTIVAL DELLE LETTERATURE MIGRANTI

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COMUNICATO STAMPA

Emergenza Covid. Flm rimodula tutto online dopo nuove ordinanze

Cuore pulsante resta Palazzo Branciforte ma gli incontri saranno a porte chiuse e rimbalzati sulla Rete attraverso il sito www.festivaletteraturemigranti.it

Si parte domani. Il direttore artistico Camarrone: “Una scelta di prudenza ormai necessaria”

Palermo, 20 ottobre 2020. Realizzare il Festival a porte chiuse e in modalità completamente online. La decisione è stata presa questa mattina, dopo un lungo confronto tra il comitato organizzatore del Festival delle Letterature Migranti e i partner promotori. 

“L’aggravarsi della situazione impone di rinunciare a quei pochi incontri in presenza che avevamo previsto di inserire all’interno di un programma totalmente online – spiega il direttore artistico Davide Camarrone – Fin dalla scorsa primavera avevamo iniziato a ragionare sul distanziamento e sul prevalere del digitale in tempi di pandemia. Avevamo addirittura scelto di tematizzare questa condizione e la fortissima accelerazione temporanea che ne è derivata. Ieri sera, leggendo il Dpcm e l’ordinanza regionale che ne è seguita, d’intesa con le istituzioni partner, abbiamo scelto di condividere la prudenza che è oramai necessaria. Palazzo Branciforte resterà il cuore pulsante della manifestazione e qui si svolgeranno e saranno ripresi gli incontri non ancora registrati per essere trasmessi online. Analoghe misure di prudenza riguarderanno gli altri appuntamenti in altri luoghi della città. Questa nuova sfida riguarda noi come altre manifestazioni culturali. Quel che accade non è un accidente della storia e cambia rapidamente i nostri orizzonti.  Adottare le migrazioni come criterio interpretativo del contemporaneo, comporta anche l’esplorazione dei nuovi strumenti di comunicazione a distanza. Il Festival può essere un’oasi nel deserto della Rete”. 

Una scelta di responsabilità era già all’ordine del giorno ad aprile quando si era ripreso a lavorare a questa edizione del Festival, nella speranza di poter svolgere in presenza alcuni incontri. Tra ieri sera e questa mattina le consultazioni interne al comitato e con i principali partner del Festival e la condivisione di una scelta di prudenza e coraggio. 

Dunque si parte domani 21 ottobre: la mattina con gli incontri nelle scuole e nel pomeriggio a Villa Trabia anche se a porte chiuse con evento visibile su www.festivaldelleletterature.it con modalità che saranno annunciate e dettagliate sempre sul sito. 

Palazzo Branciforte rimane la cornice degli incontri in presenza ma senza pubblico. Allo stesso modo, Villa Trabia, come previsto nel programma, ospiterà la performance d’arte e il racconto degli artisti Francesco De Grandi e Michele Guido. Restano confermati gli incontri all’interno delle scuole che rientrano nella didattica mentre per i centri aggregativi – Tau e Laboratorio Zen – sarà organizzato un unico incontro “ibrido”. Le conversazioni con gli autori avverranno fisicamente a Palazzo Branciforte ma a porte chiuse e “rimbalzate” all’interno dei centri.  

Il programma di domani:

Ore 09:30 Istituto Comprensivo “Perez Calcutta”, incontro didattico con Sara RattaroIl cacciatore di sogni, La formula segreta. Il fantasma di un genio del Novecento (Mondadori) 

in collaborazione con la libreria Dudi. 

Ore 10:00 Online dall’Università degli Studi di Palermo 

Incontro con Paolo Di StefanoNoi, (Bompiani) 

con Donatella La Monaca e Domenica Perrone 

in collaborazione con il Dipartimento di Scienze umanistiche all’interno del seminario Attraversare il deserto

Ore 11:00 Online dall’Università degli Studi di Palermo 

Incontro con Maria Rosa CutrufelliL’isola delle madri, (Mondadori) con Donatella La Monaca e Domenica Perrone  

in collaborazione con il Dipartimento di Scienze umanistiche all’interno del seminario Attraversare il deserto

Dalle 16:30 alle 19:00 Online da Villa Trabia

Presentazione del progetto

Generazione spontanea

in presenza degli artisti Francesco De Grandi e Michele Guido

sezione Arti Visive curata da Agata Polizzi

In collaborazione e in condivisione con la Fondazione Merz

Ore 17:30 Online da Villa Trabia

Inaugurazione della sesta edizione del Festival delle Letterature Migranti

Intervengono il sindaco Leoluca Orlando, Mario Zito, Davide Camarrone, Beatrice Merz, Francesco De Grandi e Michele Guido. 

e con la partecipazione dei curatori, lo staff, gli artisti e tutti i rappresentanti degli enti che ci sostengono e ci accompagnano in questo viaggio.

Di seguito il precedente comunicato

comunicato stampa

FESTIVAL DELLE LETTERATURE MIGRANTI
Da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre 2020
a Palermo e online la VI edizione
“Oasi e deserti”

Con, tra gli altri: Abraham B. Yehoshua; Kader Abdolah; Emma Dante;
Dror Mishani; Sahar Mustafah; Suad Amiry; Ruska Jorjoliani; Igiaba Scego;
Oliver Van Beemen; Veit Heinechen; Giorgio Fontana; Pietro Folena; Marco Aime;
Giulio Guidorizzi; Emmanuel Iduma; Domenico Quirico; Pietro Leveratto

Torna dal 21 al 25 ottobre a Palermo il Festival delle Letterature migranti, manifestazione che dal 2015 promuove e diffonde l’incontro tra culture, adottando le migrazioni – narrative, geografiche, fisiche – come criterio interpretativo del contemporaneo, in una città, Palermo, tradizionalmente aperta a costanti fenomeni di métissage. Anche per il 2020 il Festival organizza quindi – non solo in luoghi fisici di Palermo, ma anche online – cinque giorni di incontri con gli autori, dibattiti, riflessioni, mostre e spettacoli sul tema Oasi e deserti.

Il tema scelto per la VI edizione vuole concentrarsi sulle mutazioni del contemporaneo, dal punto di vista delle narrazioni, del cambiamento climatico e del dialogo tra popoli e culture. I deserti di cui si parla sono quindi quelli prodotti dal flusso ininterrotto di una comunicazione incapace di portare con sé consapevolezza, mentre le oasi di coscienza e riflessione sono sempre meno e più distanti tra loro; sono anche l’effetto reale e tangibile della desertificazione, in opposizione ai grandi centri urbani che sono tutt’altro che oasi; sono infine luoghi di confine e di dialogo delle migrazioni di un tempo, quando le oasi erano scenari di incontro e contaminazione tra popoli e culture, veri e propri centri di produzione culturale. Nel vuoto di conoscenza e di memoria che si è prodotto nelle nostre società, le Letterature ci consentono un tempo differente: parlare di “oasi e deserti” significa parlare del nostro passato e del nostro futuro, per capire dove stiamo andando e come si modifica il sapere.

Per l’edizione 2020 il Festival ha costruito un’edizione ibrida, con eventi in presenza e un palinsesto dedicato di incontri online. Gli incontri in presenza rispetteranno tutte le direttive dettate dall’emergenza sanitaria e si terranno in una location d’eccezione: la Sala dei 99 di Palazzo Branciforte a Palermo, ristrutturato da Gae Aulenti. Sede della Fondazione Sicilia e della sua straordinaria collezione, il palazzo si trova nel centro esatto della città, e diventerà anche per il Festival un cuore pulsante: ospiterà infatti gli incontri in presenza e quelli ibridi con interventi di ospiti in collegamento, e vi saranno anche proiettati gli incontri digitali del palinsesto online, organizzato con l’obiettivo di permettere la partecipazione di autori da tutto il mondo e la fruizione in remoto degli eventi a un pubblico più vasto. Tutti gli incontri, inoltre, verranno trasmessi in live streaming e messi a disposizione sul sito e sui canali social di FLM, dove saranno affiancati da una gallery di podcast e video on demand. A partire dal suo centro a Palazzo Branciforte, il Festival tocca comunque tanti luoghi della città: sarà possibile ascoltarlo da librerie, scuole e centri aggregativi, per rimanere – anche in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo – a contatto diretto con la città, dal centro alle periferie.

Il programma di Oasi e Deserti, tra online e offline

Abraham B. Yehoshua sarà protagonista di una lectio online, organizzata in collaborazione con il Festival delle Filosofie di Palermo e intitolata Cum-finis; un contributo online anche da Kader Abdolah, a partire dal suo ultimo libro Il sentiero delle babbucce gialle (Iperborea); ancora da Israele Dror Mishani, conosciuto a livello internazionale grazie ai suoi romanzi gialli con protagonista l’ispettore Avi Avraham, che presenterà Tre (E/O); anche Sahar Mustafah, figlia di palestinesi emigrati negli Stati Uniti che, scrivendo, esplora le sue radici e la sua eredità culturale, racconterà online La tua bellezza (marcos y marcos).

Saranno presenti a Palermo, poi, Suad Amiry, architetto e scrittrice palestinese che ha vissuto in Siria, Giordania, Libano, Egitto, Stati Uniti e Scozia, a partire dal suo ultimo libro Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea (Mondadori); il giornalista olandese Oliver Van Beemen, che con Heineken in Africa (add Editore) svela la miniera d’oro della multinazionale europea nel continente africano; Pietro Folena, con Servirsi del popolo (La nave di Teseo); Gabriella Kuruvilla, con Maneggiare con cura (Morellini editore); Pietro Leveratto, con Il silenzio alla fine (Sellerio) e Sara Rattaro, che incontrerà i ragazzi di scuola primaria e secondaria e di alcuni centri educativi della città a partire da tre dei suoi ultimi libri, Il cacciatore di sogni, La formula segreta e Il fantasma di un genio del Novecento (Mondadori). Contribuiranno in collegamento video anche: la scrittrice di origine georgiana – ma palermitana d’adozione – Ruska Jorjoliani con Tre vivi tre morti (Voland), Veit Heinechen, che con Borderless (e/o) parte dalla sua Trieste per esplorare il crimine di tutta Europa; lo scrittore e giornalista nigeriano Emmanuel Iduma, con Lo sguardo di uno sconosciuto (Brioschi); Marco Aime, con Pensare altrimenti. Antropologia in 10 parole (add editore); Giulio Guidorizzi con il suo racconto straordinario dedicato alla figura di Enea a partire da Enea lo straniero (Einaudi); Francesco Foti, con Alexandria Ocasio Cortez, La giovane favolosa (People); Giorgio Fontana, a partire da Prima di noi (Sellerio); Domenico Quirico, con un incontro a partire da Morte di un ragazzo italiano (Neri Pozza); Paolo Di Stefano, con Noi (Bompiani); Franco Forte, con La bambina e il nazista (Mondadori); Carlo Greppi, con La storia ci salverà. Una dichiarazione d’amore (Utet); Igiaba Scego, con La linea del colore (Bompiani); Massimo Carlotto, con La signora del martedì (e/o); Daniela Padoan, con Niente di questo mondo ci risulta indifferente (edizioni Interno 4); Maria Rosa Cutrufelli, con L’isola delle madri (Mondadori); Luca Mercalli, con Salire in montagna (Einaudi); Antonio Di Grado con una lectio su Leda Rafanelli; Maura Gancitano, Simone Regazzoni e Andrea Colamedici per una tavola rotonda online, organizzata in collaborazione con la Scuola Holden e dedicata alla filosofia antica.

Le sezioni speciali si interrogano sulla transizione al digitale
Questa edizione ibrida vuole estendere la riflessione sulla transizione alla digitalizzazione anche alle sezioni speciali del Festival dedicate a Teatro, Arti Visive, Musica e Audiovisivo.

Camera di sorveglianza è il titolo della sezione dedicata al Teatro, curata da Giuseppe Cutino, che si confronterà con l’interrogativo centrale di questo 2020: come coniugare la forma d’arte dello spettacolo dal vivo, che ha come protagonista imprescindibile il pubblico presente, col momento storico in cui il virtuale diventa dominante? È possibile cercare di riproporre il teatro sul web o attraverso la televisione o il cinema pensando la ripresa non come testimonianza ma come necessità drammaturgica? Importanti registi italiani – tra i quali Emma Dante, Pierpaolo Sepe, Fabrizio Arcuri – racconteranno, con un contributo video, come stanno affrontando questa migrazione del pensiero creativo e come immaginano il loro lavoro nel futuro prossimo.

Per la sezione Arti Visive, curata da Agata Polizzi in condivisione con la Fondazione Merz di Torino e intitolata Clausure, è stato chiesto agli artisti Francesco De Grandi e Michele Guido di mettere a disposizione del pubblico un archivio emozionale delle loro creazioni realizzate durante il confinamento: si tratta di immagini, scritti, disegni, pensieri nati da un’osservazione quasi scientifica della generazione creativa di quel periodo. Gli artisti si confronteranno direttamente con il pubblico grazie a incontri intimi, una sorta di “speakeasy”, che diventeranno occasione di scambio e ulteriore ricerca. Il fine ultimo del progetto è che tutte queste esperienze (artistiche e di confronto) confluiscano in una pubblicazione, un vero e proprio diario di viaggio.

Elettronica è il titolo della sezione musicale, a cura di Dario Oliveri, che avrà la forma di un juke-box reinventato: dodici artisti/performer di diversa esperienza e formazione firmeranno brani inediti della durata di 3-4 minuti ciascuno (corrispondenti alle facciate A e B di un 45 giri). Tra gli autori che parteciperanno al progetto si segnalano Marco Betta, Carlo Boccadoro, Roberto Cacciapaglia, Gianni Gebbia, Giulia Tagliavia.

La sezione dedicata all’Audiovisivo, a cura di Andrea Inzerillo, si intitola Pornografie e vuole approfondire alcune conseguenze del confinamento: la perdita dell’esperienza ha confinato tutti al ruolo di spettatori di esperienze altrui, la riduzione dell’incontro con l’altro ha improvvisamente trasformato la vita in un piccolo o grande peep-show, la grammatica delle emozioni e la percezione di sé e degli altri come ne hanno risentito?
Da queste riflessioni si articola in tre parti il programma audiovisivo intitolato Peephole: un progetto di narrazione corale del lockdown realizzato (da casa) dagli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia; la proiezione di un film recente di Cédric Venail, che apre alla dimensione più esplicita della sessualità e del desiderio; una tavola rotonda, a distanza, su limite e superamento del limite nello sguardo cinematografico attraverso l’esplorazione della pornografia.

Tornano anche gli incontri della sezione Lost and (Found) in translation, dedicata al valore e alla funzione della traduzione e della mediazione culturale. Una serie di incontri, tra i tanti, saranno dedicati a come tradurre la Cina, l’Africa, il mondo Arabo. Sarà organizzato anche un “translation slam”, una sfida di traduzione dall’inglese, tra studenti di due licei cittadini.

Il programma completo degli incontri è disponibile sul sito www.festivaletteraturemigranti.it Partecipazione in presenza solo con prenotazione, sempre attraverso il sito.

Le oasi di #FLM20

A partire dal suo “cuore” a Palazzo Branciforte, il Festival toccherà tanti luoghi: sarà possibile seguirlo da librerie e centri aggregativi. Una rete diffusa a cui si potrà aderire anche nei prossimi giorni, attraverso un apposito form aperto sul sito www.festivaletteraturemigranti.it.

Da venerdì 23, saranno sintonizzate con gli incontri online del Festival, tutte le librerie aderenti ad Ali Confcommercio Palermo, l’associazione dei librai presieduta da Nicola Macaione, che già nei prossimi giorni allestiranno anche vetrine tematiche con i testi degli autori presenti al Festival sia nei punti vendita in città che in provincia, condividendo gli incontri in programma pure sui propri canali social.

“Oasi” in presenza del Festival con gli incontri dedicati a Sara Roccaro e alla letteratura per ragazzi in programma nelle giornate iniziali, saranno anche alcune scuole come l’Istituto comprensivo Perez Calcutta e la Amari – Roncalli- Ferrara nel quartiere Oreto Stazione e alcuni centri aggregativi giovanili con cui negli anni il Festival ha creato e rafforzato rapporti di collaborazione: il Centro Tau alla Zisa e il Centro Zen Insieme. A Brancaccio, invece, aprirà le porte la Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi per l’incontro dei ragazzi del Centro Padre Nostro con la scrittrice Grabriella Kuruvilla.

Saranno trasmessi online, invece, nei licei classici Meli e Vittorio Emanuele II e i licei scientifici Cannizzaro e Galileo Galilei, sia per i ragazzi in presenza che per quelli in Dad, le lezioni sulle migrazioni di ieri e di oggi realizzate da alcuni professori dell’Università di Palermo in collaborazione con il Centro Interdipartimentale Migrare dell’Università di Palermo. Il link sarà inoltre messo a disposizione di tutti gli istituti che ne faranno richiesta, sempre attraverso il sito del Festival. Tre gli incontri in programma: giovedì 22 alle 9, l’intervento di Gabriella D’Agostino “Il paradigma della mobilità nelle esperienze migratorie”; alle 11, invece, “Periferie urbane tra oasi e deserti: migranti nuovi nomadi della contemporaneità” con Francesco Lo Piccolo e Fabio Lo Verde; mentre venerdì 23 ottobre il professore Giusto Picone con la relazione dal titolo “Hostis. Esuli, profughi e migranti nell’antichità grecolatina e nella contemporaneità”.

All’Educandato Maria Adelaide, giovedì 22 alle 15, si svolgerà la gara di traduzione, ormai appuntamento fisso del Festival e del programma STRADE, dedicata quest’anno a Patrick Ness. Con Maria Laura Capobianco, Francesco Caruso, Rossella Tramontano, Giuseppe Iacobaci e Patrick Ness.

Infine, gli appuntamenti all’interno di ville della città: il primo a Villa Trabia, il 21 ottobre a partire dalle 16,30 con gli artisti Francesco De Grandi e Michele Guido per il progetto della sezione Arti Visive e l’inaugurazione del Festival; e l’altro, domenica 25 ottobre alle 12, a Villa Filippina con il monologo “Also Sprach” di Giuseppe Ippolito con Preziosa Salatino, una produzione del Teatro Atlante di Palermo in collaborazione con il Festival delle Filosofie.

Il Festival delle Letterature Migranti (FLM) è promosso dall’associazione Festival delle Letterature migranti per la casa delle Letterature d’intesa con l’amministrazione comunale e la Consulta alle Culture di Palermo in collaborazione con Fondazione Unesco, Fondazione Sicilia, Università degli studi Palermo, Fondazione Federico II, Ars – Assemblea regionale siciliana, Assessorato Turismo sport e spettacolo, Ersu, Dipartimento di Scienze Umanistiche, Assessorato ai beni culturali e all’Identità siciliana, Museo archeologico A. Salinas, Fondazione Merz, Strade – sindacato dei traduttori editoriali, Coop allenza 3.0, Scuola Holden, Fondazione Buttitta, Teatro Biondo, Csc – centro sperimentale di cinematografia, Conservatorio Alessandro Scarlatti, Arci, Ali Palermo, Cidi, Teatro Massimo, Libera, e numerose altre istituzioni pubbliche e private.

FESTIVALDELLE LETTERATURE MIGRANTI
http://www.Festivaletteraturemigranti.it |letteraturemigranti@gmail.com

LE SEZIONI DEL FESTIVAL

  1. LETTERATURA < Oasi e deserti

“Oasi e deserti” oltre ad essere il tema di quest’anno è il titolo scelto per la sezione letteraria curata da Davide Camarrone. Un titolo polisemico, in grado di alludere al cambiamento climatico, all’esistenza di luoghi di riflessione e di scambio sottratti alla desertificazione indotta dalla rete, alla storia e all’identità del continente liquido che chiamiamo Mediterraneo e alla modalità del diwan letterario, del confine/dogana come luogo di incontro e relazione. Il superamento della pandemia determinerà profondissimi cambiamenti, accelerando il cambiamento in corso da decenni: legato all’automazione e alla comunicazione, alle scoperte scientifiche, alla diversa distribuzione di risorse e redditi, ai nuovi equilibri ambientali, con tutto quel che ne conseguirà in termini culturali, filosofici e giuridici. Centrale diventa la riflessione sul “Tempo”. Al tempo unico, unilineare del Progresso, incurante delle conseguenze del proprio incedere, si aggiunge un tempo complesso e contraddittorio: il tempo eccezionale della pandemia, che riporta alla memoria altre epoche (la peste nera del 1346, che sterminò un terzo della popolazione europea e favorì la modernizzazione economica e sociale e la crescita dell’intolleranza religiosa); il tempo accelerato della creazione scientifica, non più della semplice scoperta bensì della manipolazione attiva del sistema naturale, sottratta alla categorizzazione e alla coscienza; il tempo rallentato dalla riduzione delle comunicazione fisiche, e la dissoluzione dei confini tra i tempi di lavoro, di studio e di vita. Il tempo che sceglieremo, tra i tanti che ci sono offerti. A significare che questa krisis è irta di pericoli quanto ricca di opportunità. Anche quest’anno il programma sarà articolato attraverso sette “scatole narrative” all’interno delle quali gli autori e la comunità di discussant prenderanno le mosse, per guardare con occhio attento alla realtà.

Dialoghi – Quel che sta accadendo determina un’ulteriore accelerazione dei flussi di informazione. Si avverte la necessità di nuove forme di analisi della realtà. Di un tempo nuovo da dedicarsi alla conoscenza. La Letteratura è tornata oramai da tempo a costituirsi quale strumento possibile di comprensione e di dialogo. Nel fiume del cambiamento, i Dialoghi assicurano le condizioni essenziali alla comprensione del Contemporaneo: la migrazione delle conoscenze e la condivisione del giudizio.

Lettere da vicino – Questa è la prima generazione che si avverte come ultima nell’intera storia dell’umanità a godere di ricchezze naturali, memoria e libertà, che vede diradarsi il proprio orizzonte, che percepisce il rischio di un assottigliamento delle risorse essenziali per la sopravvivenza della specie – il clima, l’acqua e il cibo -, che rischia una possibile interruzione dei processi di trasmissione dell’eredità culturale di una generazione all’altra. Nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi del sapere e del dialogo, misuriamo il fallimento di una promessa capitale. E ragioniamo sul ruolo delle narrazioni, sull’educazione al narrare.

Lost (and Found) in Translation, la sezione curata da Eva Valvo, è frutto di una collaborazione fra i traduttori editoriali di Strade e ANITI-Associazione Nazionale Italiana Traduttori e Interpreti. In questa “scatola narrativa” la migrazione assunta come criterio interpretativo della realtà determina in modo naturale una riflessione sul linguaggio. Insieme ai corpi viaggiano anche le parole. Nel viaggio, alcune si perdono e altre, fino ad allora sconosciute, compaiono per la prima volta. Gli incontri riflettono sul valore fondamentale della traduzione e della mediazione culturale e sulla loro funzione, che è letteraria ed è etica, fabbricando un ponte di corde tra mondi diversi. Sulla coscienza che tradurre vuol dire perdere e trovare, non coincidere ma avvicinarsi: la distanza che permane non è un’anomalia ma il luogo in cui l’umano si rivela.

Meticciati – La nostra storia racconta del nostro meticciato. Siamo meticci per memoria genetica, per istinto e formazione. Meticcia è la nostra origine, meticcio è il territorio nel quale agiamo e verso il quale muoviamo. Una constatazione che vede nell’ibridazione non un’improvvisa anomalia ma una condizione naturale, una sezione che riflette sull’esperienza concreta della mescolanza – della miscela, del miscuglio, del crossing-over – espressa nella letteratura, nella musica, nel cinema, nel racconto giornalistico, nella relazione tra uomo e macchina, tra uomo e società. Un itinerario naturalmente impuro all’interno del nostro essere umani.

Tempo irregolare – In un tempo non troppo lontano, ogni cambiamento – ogni krisis, passaggio – richiedeva un tempo lunghissimo perché conoscenze e idee potessero plasmarsi e dispiegarsi. Il tempo era medico della paura dell’ignoto, dell’horror vacui nel quale l’umanità si è di frequente ritrovata. Siamo ora ad un cambio d’epoca. L’uomo rinascimentale, capace di concentrare in sé dei saperi universali, conosce il proprio declino. Oggi, nell’arco di una stessa vita si succedono epoche differenti nelle quali si rinuncia alla fatica della memoria, fidando su un costante stoccaggio presso depositi che non controlliamo. Viviamo in un tempo irregolare, compresso oltre ogni limite, e l’infrazione dei codici elementari di adesione e compatibilità ci rende irregolari e ci proietta in un limbo di anomia e terrore.

Terre perse – Terre perse è quel che resta di una doppia citazione: di un testo capitale di Gesualdo Bufalino – Cere perse -, e della “terra” come di un tòpos letterario (da Verga a Zola). Terre, in termini più propriamente espressivi, sono anche i colori naturali usati nella pittura. Terre perse potrebbero esser dunque degli scenari naturali che stingono come vecchi colori; luoghi che smarriscono la loro storia e spingono alla fuga verso una storia nuova e una nuova identità. Terre perse dice di un rimpianto e di un lento esodo, di una storia e di un esilio.

Variazioni e fughe – Le narrazioni letterarie e artistiche e i loro intrecci gettano ponti tra il nostro mondo e l’Ignoto che – nel tempo delle comunicazioni istantanee, della velocità dei flussi informativi – si mostra a due passi da noi. Tra Oasi e deserti, tra l’Occidente e i luoghi che dall’ultima guerra chiamata guerra abbiamo smesso di voler conoscere. Abbiamo costruito società idealmente autosufficienti, depositarie di valori incomunicabili ed ora in crisi: in tumultuoso cambiamento, per la netta separazione tra un’epoca e un’altra. La società che cambia impone nuovi linguaggi, e tra realtà e linguaggio vi è un costante rapporto dialettico. Così come tra le diverse forme di espressione ed invenzione.

  1. MUSICA < Elettronica

La sezione musicale curata da Dario Oliveri si intitola “Elettronica” ma ha la forma di un juke-box: accostare le due parole “Musica” ed “Elettronica” equivale a far emergere un orizzonte vastissimo e variegato, oltre che sotto ogni aspetto tipicamente moderno. Il progetto tende dunque a reinventare creativamente il juke-box, mantenendone in parte la dimensione un po’ ludica, ma senza l’esigenza di un consumo immediato e con un’apertura verso linguaggi diversi: dalla musica colta sino alle forme più evolute di intrattenimento. E dunque: dodici artisti/performer di diversa esperienza e formazione firmano 2×12 brani (corrispondenti alle facciate A e B di un 45 giri) della durata di 3-4 minuti ciascuno, un vero e proprio festival nel Festival. Un juke-box di brani inediti e in prima audizione assoluta, capaci con il loro configurarsi come “45 virtuali”, di stimolare anche una riflessione grafica e visuale. Gli autori protagonisti del progetto sono: Marco Betta, Marco Cappelli, Maria Chiara Casà, Ornella Cerniglia, Manfredi Clemente, Gianni Gebbia, Gabriele Giambertone, Pietro Leveratto, Roberto Palazzolo, Salvatore Passantino, Giuseppe Rapisarda, Giulia Tagliavia. I brani saranno presentati con brevi ascolti, domenica 25 ottobre alle 11 a Palazzo Branciforte da Dario Oliveri e Marco Betta e resteranno ascoltabili sul sito www.festivaletteraturemigranti.it anche oltre la fine del festival come produzione di FLM20.

  1. TEATRO < Camera di sorveglianza

Come riuscire a realizzare performance dal vivo seguendo le limitazioni imposte dai regolamenti sanitari? Come cercare di riproporre il Teatro sul web o attraverso la televisione o il cinema, pensando la ripresa non come testimonianza ma come necessita drammaturgica? Come saranno i futuri spettatori e quale punto di vista avranno per fruire del Teatro? E ancora: il Teatro sarà come un luogo a se stante, avulso dallo spettatore, quasi una camera di sorveglianza, in cui si è spiati solamente da un occhio elettronico, un luogo dove sai di essere visto ma nessun contatto hai con chi ti sta vedendo? È da queste domande che nasce il programma della sezione Teatro di FLM20, curato da Giuseppe Cutino. Che pone sette interrogativi sull’esperienza del Lockdown e sul “Presente prossimo Venturo” ad alcuni registi e attori, in un video che sarà proiettato in loop a Palazzo Branciforte per tutta la durata del festival all’interno della Sala Dughet. Protagonisti: Fabrizio Arcuri, Babilonia Teatri (Valeria Raimondi ed Enrico Castellani), Emma Dante e Pierpaolo Sepe. Il progetto, inoltre, sarà presentato al pubblico, sabato 24 alle 18, in un incontro da Giuseppe Cutino, Filippa Ilardo e, in collegamento, Pierpaolo Sepe.
Unico spettacolo dal vivo di questa edizione, il monologo “Also Sprach” di Giuseppe Ippolito con Preziosa Salatino, una produzione del Teatro Atlante di Palermo in scena a Villa Filippina. All’interno della sezione Teatro, infine, continua la tradizionale collaborazione con il Teatro Biondo con la versione filmata di UN CORPO DA FAVOLA, che potrà essere visionata sulla piattaforma del Festival: lo spettacolo, proposto sotto forma di primo Studio all’interno della rassegna Parola a Palermo, vede protagonisti giovanissimi autori/attori appena diplomati alla Scuola diretta da Emma Dante.

  1. ARTI VISIVE < Generazione spontanea

La “clausura” ha disegnato i contorni di una dimensione interiore e intellettuale in cui ciascun individuo ha sperimento forme di resistenza. Per la sezione Arti Visive, curata da Agata Polizzi in condivisione con la Fondazione Merz di Torino, è stato chiesto agli artisti di mettere a disposizione del pubblico un archivio emozionale, somma del lavoro realizzato durante il confinamento: si tratta di immagini, scritti, disegni, pensieri nati da un’osservazione quasi scientifica della generazione creativa di quel periodo così particolare. Gli artisti si confronteranno direttamente con il pubblico, grazie a incontri intimi, una sorta di “speakeasy”, che diventeranno occasione di scambio e ulteriore ricerca. Il fine ultimo del progetto è che tutte queste esperienze (artistiche e di confronto) confluiscano in una pubblicazione, un vero e proprio diario di viaggio. Nato in collaborazione e in condivisione con la Fondazione Merz, per il terzo anno consecutivo al fianco del Festival Letterature Migranti, la sezione vedrà protagonisti gli artisti Francesco De Grandi e Michele Guido. Saranno loro ad aprire gli appuntamenti aperti del Festival a Villa Trabia, mercoledì 21 ottobre, dialogando con massimo due spettatori per volta a partire dalle 16,30 e fino alle 19,00 quando è prevista l’apertura ufficiale del Festival.

  1. AUDIOVISIVI < Peephole – Peepshow

Il non previsto che ricostituisce la casa come zona di sicurezza riducendo la vita a sguardo (la finestra, i balconi, gli schermi) e diminuendo al minimo, se non eliminando, la fruizione del fuori (lo spazio pubblico come luogo dell’imprevisto, dell’incerto), modifica radicalmente la percezione del sensibile, la modalità di esperienza della vita comune, acuendo di fatto l’effetto facebook: ognuno vede solo ciò che è abituato a vedere o ciò che ha immediatamente davanti a sé. Ma nella riduzione dell’incontro con l’altro, in che modo la vita è diventata un piccolo o grande peep-show, e come si modifica la grammatica delle emozioni e la percezione di sé e degli altri? Parte da queste considerazioni e da questo interrogativo il programma della sezione Audiovisivi curata da Andrea Inzerillo e articolata in due parti a Palazzo Branciforte: la proiezione, giovedì 22 ottobre alle 19, di un film recente del regista francese Cédric Venail, “À discrétion”, che apre alla dimensione più esplicita del desiderio e della sessualità; la presentazione del progetto, ancora un work in progress, di “Narrazione collettiva Lockdown CSC” riprese realizzate (da casa) dagli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo durante i giorni del lockdown. A dialogare con loro, a Palazzo Branciforte, Andrea Inzerillo e il regista Piero Li Donni. Interverranno in collegamento, anche il direttore artistico del CSC Costanza Quatriglio e la montatrice Letizia Caudull.

testo e foto a cura dell’addetto stampa

Ufficio Stampa FESTIVAL DELLE LETTERATURE MIGRANTI 2020
Stampa Regionale | Gioia Sgarlata
sgarlagioia@gmail.com | +39 3314039019
Stampa Nazionale | BABEL AGENCY
Francesca Tablino | francesca@babelagency.it | +39 3334799195
Greta Messori |greta@babelagency.it |+39 3384282344
Martina Po |martina@babelagency.it |+39 3471546474

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