Palermo Tattoo Convention di Chiara Siro Brigiano

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Vi è mai capitato di sentirvi come pesci fuor d’acqua?

Non ho nemmeno un tatuaggio penso mentre una sfilata di colori e disegni in movimento… attraversano i corridoi di questo incredibile ritrovo.

Ma quante cose ho scoperto alla Palermo Tattoo Convention che si è tenuta al Saracen Beach Resort dall’1 al 3 giugno?

Per gioco, quasi per caso, non avendo tempo residuo da dedicare a interviste e approfondimenti, con la testa sui libri, i libri della nostra libreria… decido, una volta chiuso il negozio alle 19.30, senza alcuno preavviso, di svoltare a destra per lo svincolo di Isola delle femmine e di vedere se il mio nome stava sulla lista accrediti stampa.

Travestita da Felicissima Palermo mi introduco in un posto pazzesco e spero vivamente di farvi venire voglia di partecipare l’anno prossimo perché ne vale la pena, perché tutto è senza dubbio appassionante, coinvolgente.

Come un antico richiamo ad una parte “selvaggia” (nell’accezione più nobile) di noi. O almeno questo il mio punto di vista.

Soprattutto se siete persone curiose, non potete mancare, la voglia di condivisione è tanta e c’è un mondo da scoprire. Un mix di underground, arte, cultura, esplorazione. Ci sono tatuatori che non hanno mai smesso di tatuare da questa mattina mi dice Eugenia Nicolosi della Comunicazione (professionale, chiara, disponibile) mentre mi guida tra i big del tatuaggio, artisti… alcuni davvero commoventi, nuove proposte, gli spazi musicali, bar, negozi deputati per tatuati e tatuatori. L’atmosfera è frizzante, giovani, adulti e anche tanti bambini affollano la zona dell’hotel dedicata alla convention.

Ma tu lo sapevi che l’arte di tatuare il proprio corpo con disegni permanenti ha origini preistoriche e protostoriche? Lo sapevi che i nobili e l’aristocrazia usavano tatuarsi? Beh come facevi a saperlo se alla fine stavano sempre coperti, copertissimi, Sir Winston Churchill ne è un famosissimo esempio. Beata ignoranza pensare al tatuaggio come appannaggio di galeotti e marinai. Io non lo sapevo che nel Medioevo i pellegrini solevano tatuarsi con simboli religiosi dei santuari visitati.

Molte congregazioni religiose cristiane continuarono nella clandestinità anche dopo il divieto.
Dobbiamo “ringraziare” come al solito quel simpaticone🤮 di Lombroso se in Italia non nascono botteghe di tatuatori prima degli anni 70; in un trattato infatti egli metterà in correlazione la personalità del delinquente, la sua degenerazione morale con l’atto di tatuarsi, di incidere sul corpo e questo sarà propedeutico ad una ulteriore censura e arresto della pratica.

Seminari, contest, shooting fotografici, eventi continui… e tanta voglia di libertà, di comunicare… a parole e soprattutto attraverso l’arte, il disegno, il linguaggio grafico. Tutto questo e certamente molto di più al Saracen, per la Tattoo Convention 2018… ehi ma… sono non sono ancora le 21.00… fino alle 2.30 si balla… sei vuoi hai ancora qualche ora per partecipare.
Ho imparato che quando ti senti un pesce fuor d’acqua puoi scoprire che senza acqua continui a stare bene.
Non ho nemmeno un tatuaggio… penso mentre mi preparo a pubblicare gli scatti di qualche giorno fa… non ancora :)😳

Chiara

Potete trovare l’articolo originale, le bellissime foto di Chiara ed il sito della Libreria Europa al seguente link:

https://www.facebook.com/libreriaeuropa.pa/?hc_ref=ARTS3uX03k6f3cpD6feduHqoDsN-xcCy22b7x7bDP9IbwPUxrbyqUHsFCgNK1sX3RL4

Vi è mai capitato di sentirvi come pesci fuor d’acqua? Non ho nemmeno un tatuaggio penso mentre una sfilata di colori…

Pubblicato da Libreria Europa su domenica 3 giugno 2018

 

 

 

Palermo Tattoo Convention

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