Ella & John

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Ecco un film  molto discusso!

Inizio subito dicendovi che io l’ho trovato buono, tenero e tremendamente vero.

Questa storia di vedere le persone anziane e malate stare in queste case di riposo dall’aria triste, abbandonata, con gli inservienti che li maltrattano o che non li considerano del tutto, mi fa impazzire.

E allora evviva Ella e John!  Evviva questi signori anziani che scelgono ciò che vogliono a dispetto dei figli (dei veri rompiballe). Evviva questa coppia che continua ad amarsi e divertirsi nonostante le malattie.

E poi questa scelta di concludere la loro vita di coppia facendo questo viaggio attraversando la mitica Route 66 con un vecchio Leisure Seeker. E trascorrono le loro serate guardando le diapositive della loro vita proiettate su un lenzuolo bianco; che eleganza!

Non so cosa ne pensiate voi, per me è stato un film adorabile.

E voi cosa ne dite? Apriamo un dibattito?

6 pensieri riguardo “Ella & John

  • 10/02/2018 in 12:41
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    Beh, socia, visto che hai aperto le danze, io comincio a danzare. Che è quasi come dire “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, che per restare in ambito cinematografico è citazione del M I T O John Belushi, altro che bau bau micio micio… ma forse non è citazione appropriata, e quindi non la faccio. (lo so, Antonella, mi dico scemo da solo…). Ti ho detto a voce quel che ne penso: premetto che – purtroppo – non ho letto il libro di Zadoorian. Altra parentesi. Zadoorian mi ricorda 2001 odissea nello spazio, ma è un falso riferimento. Lì c’erano “Also Sprach Zarathustra” (pa, paaaaa, pa pa !! tum tum tum tum tum tum) e Chacaturjan quale autore di altra musica della colonna sonora. E quindi ZAD.. URIAN. Divago: il film è a tratti veramente commovente, ma alla fine non mi convince molto. Ci sono pezzi interi di film che mi “IRRITANO”: il lungometraggio è a mio giudizio, appunto, mooooooolto lungo rispetto a quanto si poteva dire e fare, ma capisco che un film debba durare due ore e qualcosa ci si deve pur mettere dentro. La recitazione di Helen Mirren mi è parsa “eccessiva”. Nel suo ruolo avrei di gran lunga preferito Shirley Maclaine (vabbè, l’ho capito, ha 80 anni.. ). Lui Sutherland … non lo so, ma siccome è un mostro sacro che ad Antonella piace molto, lo lascio in pace. Però sono sempre più convinto che il doppiaggio, seppur eseguito dai migliori doppiatori del mondo come lo sono gli italiani, MASSACRI i film. Non ho idea, per esempio di come reciti Helen Mirren, magari meglio di come risulta dalla voce un po’ petulante che Le hanno accoppiato qui da noi, o se Casan.. Donald Sutherland sia bravissimo di suo o è grandioso il suo doppiatore. Stesso discorso vale per altro film attualmente in programmazione, quel The Post costruito apposta per vincere alcuni Oscar e che secondo me è doppiato MALISSIMO.
    Non commento la storia perché ognuno ci trova i suoi riferimenti emotivi (un papà, una zia malati di alzheimer in famiglia purtroppo sono sempre più frequenti) e quindi vive la storia stessa a modo suo. Ripeto, non ho letto il libro ma deve essere altra cosa, così ad occhio.
    Per finire: Virzì ha voluto fare l’americano e va bene. Ma un film nostrano ruspante come La Pazza Gioia era sicuramente di altro livello. Baci, socia.

  • 10/02/2018 in 12:50
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    Non conoscevo questo film.
    Grazie Antonella per averne parlato.
    Sono ‘di striscio’ parte in causa, avendo una mamma che purtroppo soffre di una
    ‘Patologia della Memoria’ tra le più brutte..
    Lo vedrò.. chissà che non mi insegni qualcosa.. e soprattutto ad essere ancora più paziente e ‘morbida’ con la mia mamma….

  • 10/02/2018 in 13:29
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    Ho amato molto questo film. Commossa e piena di speranza, di essere amata come loro si amano. Nella dignità delle loro malattie si riconosce la fragilità di noi essere umani

  • 10/02/2018 in 16:43
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    Valeria Paleologo È un film che certamente vorrò vedere e che mi piacerà come mi è piaciuto moltissimo il libro “Le nostre anime di notte” di Kent Haruf che vi consiglio di leggere. ….anche qui i protagonisti sono due persone avanti negli anni. Ma poi,cos’é questa vecchiaia?

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